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Anno XIX n.154 gennaio-febbraio 2000

Gli azzurri principi del deserto
di autore

Per il secondo anno consecutivo la Coppa del mondo FIA Tout Terrain si colora di azzurro concludendosi a Dubai con  l’United Arab Emirates Desert Challenge che ha visto salire sul gradino pi?o del podio, per la categoria camion, Miki Biasion alla guida del suo Iveco Eurocargo 135E23W.

 

Nello scorso mese di novembre si ?oncluso con una vittoria italiana l’UAE Desert Challenge, rally del Dubai voluto e organizzato dallo sceicco Mohammed Bim Sulayem, anch’egli con un recente passato corsaiolo e con la passione per la competezione. Il rally, che in quattro giorni ha coperto 1810 chilometri, ? la gara conclusiva valida per la Coppa del Mondo FIA Tout Terrain che comprende le pi?stigiose competizioni fuoristrada. A questa ultima edizione hanno partecipato 110 moto, 40 auto e 4 camion attraverso infinite distese di dune rosse e gole sterminate tra le montagne. Il percorso, sviluppato a petalo, prevedeva la partenza e l’arrivo al Arjan Mast Bivouac, un bivacco allestito di ogni comfort, nel mezzo del deserto, a 60 chilometri da Abu Dhabi. Le prime due tappe del Desert Challenge si sono corse in pieno deserto UAE lungo piste larghe e veloci, delle vere e proprie autostrade di sabbia, che si snodano tra i pozzi petroliferi. Con queste condizioni del terreno l’Eurocargo ha sofferto la superiorit?i potenza dei suoi avversari. Ed ?os?he il ceco Loprais alla guida del Tatra ed il russo Tchaguine sul Kamaz, facevano respirare al team italiano la loro sabbia. I 20.000 cc di cilindrata sfoderati dai due prototipi dell’Est hanno fatto volare, a 190 chilometri orari, i due piloti il testa alla classifica provvisoria.

La terza tappa, la pi? selettiva, abbandonava le piste sterrate inoltrandosi nel deserto Rub Al Kali, caratterizzato da continui saliscendi su cordoni di dune altissime che favorivano il mezzo italiano pi?le e leggero e che infatti a fine giornata guadagnava posizioni.

La terza giornata ha visto inoltre il team italiano dare prova di grande sportivit?ndando in soccorso all’equipaggio del Tatra, insabbiatosi in una duna particolarmente friabile ed aiutandolo a venirne fuori. Nel deserto, come in mare del resto, non si scherza e la solidariet?erso i colleghi in difficolt? rientra in un tacito codice d’onore. Nel contempo, il Kamaz rompeva il compressore dell’aria giungendo al traguardo fuori tempo massimo aggiundicandosi quindi 3 ore di penalit?ma molto peggio andava al Man che, a causa della rottura del ponte posteriore, obbligava il belga Govaere al ritiro. Il road book della quarta ed ultima tappa ?tato particolarmente rigido, l’organizzazione aveva infatti inserito alcune difficolt?urante il percorso e ridotto di mezz’ora il tempo massimo di arrivo. 290 chilometri attraverso tratti montagnosi tra l’UAE e l’Oman che hanno consentito al navigatore Tiziano Siviero di dimostrare tutta la sua abilit?on il sistema satellitare Gps portando l’Eurocargo a tagliare il traguardo i 5 ore e 41 secondi. Complessivamente Eurocargo ha coperto le quattro tappe del UAE Desert Challenge in 22h 01’ 49” senza mai insabbiarsi, sostituendo due volte il filtro dell’acqua e una volta quello filtro dell’olio, riconfermandosi campione non solo del deserto ma anche di sicurezza ed affidabilit?span>

 

Chi ?iki Biasion?

Massimo all’anagrafe, Miki per gli amici nasce il 7 gennaio 1958 a Bassano del Grappa e, gi?a piccolo, dimostra di avere la stoffa del campione.

A dodici anni comincia la sua collezione di medaglie aggiudicandosi sugli sci il “Trofeo Topolino”, nel ’77 diventa campione triveneto di motocross e successivamente vicecampione italiano.

La sua brillante carriera sulle quattro ruote inizia nel ’79 con la Opel con la quale vince il campionato degli esordienti e guadagnandosi l’anno successivo il titolo di campione d’Italia. Nell’83 lascia la Opel passando alla Lancia, casa per la quale corre sino al ’91 e, in questi 9 anni, si proclama campione d’Italia e d’Europa nell’83, vicecampione del Mondo nell’87 e nel ‘90, campione del Mondo per due anni consecutivi nell’88 e nel ’89. Nel ’92 passa alla Ford mantenendosi nella parte alta della classifica del Campionato del mondo e successivamente nel ’96 decide di fermarsi concentrandosi su altre attivit?/span>

Ma Miki non ?n tipo stanziale di natura e quando nel ’97 accompagna un amico a Nard?la presentazione di un veicolo Iveco, si affascina del mondo dei “pesanti”, nuovo fino a quel momento per lui, e comincia a pensare a nuove stimolanti avventure. Acquista cos?n Eurocargo 4x4 e debutta al Master Rally Parigi-Mosca arrivando secondo. Grande ?’euforia per il risultato raggiunto perch?l mezzo in gara ?n veicolo strettamente di serie. L’euforia ben presto contagia Torino che si dimostra disponibile a fornire a Biasion il valido supporto dei propri tecnici. La collaborazione da’ i suoi buoni frutti che si traducono in vittorie, prime fra tutte la vincita nel ’98 e nel ’99 della Coppa del mondo FIA Tout Terrain, campionato che comprende le pi?sonate competizioni fuoristrada.

 

Eurocargo-Biasion: un binomio di gran classe

“Da due anni Iveco partecipa a gare che storicamente sono lontane dalla sua filosofia – spiega Stefano Sterpone, responsabile della gamma Eurocargo del Mercato Italia Iveco – che vede il camion come un mezzo di lavoro al quale ?ichiesta affidabilit?d efficienza. Per questo motivo abbiamo partecipato ai rally con l’Eurocargo 135E23W da 227 cavalli e 5.800 centimetri cubi di potenza, un camion strettamente di serie allungando solamente la cabina del 4x4, rinforzando gli ammortizzatori e dotando il mezzo del “gonfia-sgonfia” pneumatici in fase di marcia, un dispositivo di estrazione militare che ha permesso di risparmiare parecchio tempo in gara”.

“L’utilizzo del veicolo in sede estrema, come ad esempio nel deserto, fornisce ai nostri tecnici dati importanti atti ad apporre migliorie ed accorgimenti al mezzo di serie. Per questo, il feeling instauratosi tra i tecnici Iveco ed il team di Biasion costituito da Livio Diamante, meccanico, e Tiziano Siviero, navigatore, ? molto stretto ed importante”.

“Inizialmente Biasion – prosegue Sterpone – aveva voglia di affermazione in termini competitivi poi ha sposato la nostra filosofia di affidabilit?ando alla fine di ogni gara il suo importante contributo tecnico. Proprio in questi giorni i nostri meccanici stanno analizzando il veicolo dopo le ultime fatiche del Desert Challenge mentre Biasion ed io stiamo studiando il calendario gare del 2000 che ci aspettiamo sia foriero di altri grandi successi”.

 

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