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Anno XXIX n. 257 Maggio 2010

QUANDO IL VINO VIAGGIA (SOLO) IN TRENO
a cura della redazione

Gts, operatore multimodale pugliese, attraverso la controllata Gts Rail, ha iniziato il trasporto di vino italiano in Gran Bretagna. Esclusivamente su ferro

 

«Ormai è caduto il luogo comune che vedeva la ferrovia come la cenerentola del mondo del trasporto. Oggi la liberalizzazione, dove applicata ed applicabile, ha consentito il recupero di efficienza, economicità e soprattutto qualità». Parola di Alessio Muciaccia, classe 1977, imprenditore pugliese di seconda generazione, che proprio sulla ferrovia sta costruendo una bella fetta del futuro dell'azienda di trasporti Gts, fondata da suo padre Nicola proprio nell'anno in cui lui veniva al mondo. Alessio guida da qualche anno Gts Rail, azienda del Gruppo e operatore ferroviario a tutti gli effetti, grazie alla liberalizzazione del settore. Il 2010 di Gts si è aperto con una commessa da 2,5 milioni di euro per il distributore di alcolici JF Hillebrand, un colosso mondiale nel suo ramo. La società ha infatti chiesto a Muciaccia di curare la spedizione in Gran Bretagna dei vini italiani che poi finiranno sugli scaffali di enoteche e supermercati britannici. Ovviamente via ferrovia.

Intermodale: scelta di qualità

In questa prima fase della collaborazione Gts sta gestendo circa il 25% delle importazioni complessive di JF Hillebrand dall'Italia, per volumi già importanti: circa 15.000 FTL annui stimati, per un totale di oltre 390.000 pallet. Ma l'obiettivo è incrementare tale quota fino almeno ad un 50%. La decisione del distributore inglese di inserire Gts nel proprio parco fornitori, è coincisa con una precisa scelta strategica. Passare, laddove possibile, a una modalità di trasporto al 100% intermodale, che appunto Gts è in grado di offrire. «La scelta dell'intermodale privilegia la qualità - spiega Mucciacia - Oggi i treni si sa quando partono e quando arrivano. Le merci viaggiano con la tranquillità che i transit time verranno rispettati. Il sistema Gts è poi unico in Europa. Sotto un unico soggetto riusciamo a raggruppare più figure: quella di spedizioniere intermodale, con un parco di 1500 casse mobili High Cube da 13,60mt grazie alle quali forniamo un servizio door to door; quella di Multimodal Transport Operator, che consente la gestione diretta dei company trains e dei rapporti con le imprese ferroviarie estere; infine quella di impresa ferroviaria per cui in Italia produciamo treni in totale autonomia, con nostre locomotive e nostri macchinisti». Il tempo di spedizione, da qualsiasi parte d'Italia è di 4 giorni, ma succede spesso che questo si allunghi per volontà del cliente. «Il cliente può decidere di usare la cassa mobile come una sorta di magazzino viaggiante - riprende Muciaccia - e a ben vedere anche questo è uno dei vantaggi dell'intermodale».

 

Il flusso operativo

I vini che viaggiano verso il Regno Unito partono praticamente da tutta Italia: dal Piemonte al Veneto, dal Lazio alla Puglia. Il 90% del tragitto viene gestito direttamente da Gts. Oltre al trasporto ferroviario puro e semplice Gts cura infatti buona parte delle operazioni precedenti e successive al viaggio in treno vero e proprio. Dunque tutti i posizionamenti stradali sono curati da Gts (con mezzi propri o di terzi) e anche la distribuzione da “ultimo miglio” è a carico dell’azienda barese.

a) Una volta pervenuto l'ordine di carico, viene predisposto il posizionamento stradale della cassa mobile dal terminal di Piacenza, l'hub Gts per il Nord Italia. Nel caso invece di vini provenienti dal Sud Italia, la cassa mobile viene posizionata dal terminal di Bari, hub meridionale di Gts, e poi inoltrata con i treni giornalieri Gts Rail a Piacenza.

b) Le casse mobili contenenti il vino, accentrate su Piacenza, vengono caricate su uno dei treni Gts Rail che  partono verso Zeebrugge in Belgio. Dallo scalo emiliano partono verso il porto del nord 7 coppie di treni ogni giorno della settimana, domenica compresa.

c) A Zeebrugge la casa mobile viene poi inoltrata nel porto più vicino alla destinazione finale nel Regno Unito.

d) Gts cura, dietro appuntamento, il posizionamento stradale della cassa mobile a destino (punto vendita o magazzino centrale che poi curerà la distribuzione del singolo pallet).

e) In Gran Bretagna una buona parte delle casse mobili, trova un carico per il ritorno. Le altre vengono invece caricate nell'area del Benelux e tutte ripartono comunque da Zeebrugge per Piacenza, con destinazione Italia o Grecia.

 

Eurotunnel? No grazie

Fino al 2008 i terni Gts raggiungevano la Gran Bretagna anche attraverso

una linea diretta Piacenza-Manchester via tunnel. Ma poi è stata abbandonata a favore del passaggio navale da Zeebrugge. Fra le ragioni dell'abbandono i problemi relativi alla gestione dell'Eurotunnel, l'alto numero di clandestini che riuscivano a salire a bordo dei treni e le difficoltà nel ricaricare le casse mobili.

 

Inflessibili sui tempi

A chiedergli quali sono state le difficoltà più importanti del progetto, Muciaccia risponde che l’unico aspetto veramente sfidante è quello della puntualità. JF Hillebrand considera infatti “non conforme” qualsiasi arrivo del mezzo al punto di scarico oltre i 30 minuti d’anticipo o i 15 di ritardo. Ma a parte questo, nessun patema particolare, anche perché la commessa si è inserita in un sistema già ampiamente rodato. Un sistema che nel 2009 ha visto Gts far partire la bellezza di 1.800 treni completi, da 36 casse mobili l’uno, dal Sud Italia al Nord Europa. Treni che nel 2010, se le cose andranno come devono andare, diventeranno 2.100: quasi 6 al giorno. Feste comandate comprese.                                                                                  

 

In sintesi

 

·           I protagonisti

            •          JF Hillebrand (importatore di bevande alcoliche)

            •          GTS Rail (operatore ferroviario)

 

·           Il problema

            •          Fornire certezza nei tempi di consegna dei vini

                        italiani nelle consegne verso la Gran Bretagna

 

 

·           La soluzione

            •          Spostamento dei trasporti di vino

Italia-Gran Bretagna, da gomma a ferro

            •          Appalto del servizio a GTS Rail, riferimento unico

anche per il carico dei carri ferroviari e i trasporti  di ultimo miglio

 

·           I risultati

            •          Oltre 390.000 pallet, spostati su ferrovia

 

«Trenitalia

impari da DB»

È un rapporto in chiaro-scuro quello fra Gts e Trenitalia. “Abbiamo sempre considerato Trenitalia un partner - afferma Alessio Muciaccia.

Oggi però assistiamo a un totale disinteresse da parte dell’azienda per le merci e, per questo motivo, abbiamo dovuto organizzarci da soli appunto con la GTS Rail. Oltre questo la liberalizzazione viene vista come una minaccia piuttosto che come un’opportunità. Il modello tedesco da questo punto di vista a mio parere deve fare scuola, con oltre 300 imprese ferroviarie che collaborano in modo costruttivo, efficiente e profittevole con DB.

Il risultato è che in Germania il 25% delle merci viaggia su ferrovia mentre in Italia siamo appena al 4%”.

 

I protagonisti 1Gts Rail, nel 2009 il salto di qualità

Può definirsi un operatore multimodale a tutto tondo Gts. Trasporto intermodale terrestre

e marittimo, spedizioniere internazionale, gestore di servizi logistici, terminalista ferroviario (due terminal su Bari): Gts nel tempo ha allargato le proprie attività fino a diventare terzo Multimodal Transport Operator

in Italia per volumi di merce trasportata e treni realizzati.

La controllata Gts Rail svolge all’interno del Gruppo l’attività di operatore ferroviario. A partire dal 2009, con l’arrivo di 3 locomotive Bombardier, e l’assunzione di decine di nuovi dipendenti, fra cui macchinisti, ingegneri, operatori della sicurezza, Gts Rail ha fatto

il vero salto di qualità, diventando operatore ferroviario autonomo

a tutti gli effetti. Nel 2009 ha fatturato 44 milioni, mentre per il 2010, a dispetto della crisi, i ricavi dovrebbero salire oltre i 50 milioni.

Sito web: www.gtstrasporti.com, www.gtsrail.com  

 

I protagonisti 2JF Hillebrand, 166 anni di storia

Fondata nel 1844 a Mainz (Germania), da Johann Friedrich Hillebrand, JF Hillebrand è fra i più importanti distributori al mondo di bevande alcoliche, con circa 1.400 dipendenti e una presenza in 43 paesi. Cura la selezione dei prodotti e l’intera catena logistica che porta vini, birre e liquori dal territorio di produzione, ai punti vendita (o di consumo). Sul mercato inglese, grazie ad una serie di accordi commerciali ed operativi con partner locali stipulati fra 1997 e 2002, JF Hillebrand è uno dei più forti operatori sul mercato.

Sito web: www.jfhillebrand.com

Copyright 2010, Federtrasporti

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