Guido Sicuro

IL BLOG DI UOMINI E TRASPORTI

TAG: conducente

31 agosto 2016

Una tolleranza... al minuto

Il tachigrafo registra tutto. Anche quando si guida per pochi secondi. Ma non esiste una tolleranza almeno per chi deve per ragioni operative spostare di frequente il veicolo e magari per lassi di tempo ridotti?

Pillole di Tachigrafo

22 giugno 2016

Responsabilità

Le infrazioni sui periodi di guida e riposo fanno scattare la corresponsabilità? E, in caso di violazioni commesse dal conducente, in che modo l’impresa è chiamata in causa?

Pillole di Tachigrafo

15 giugno 2016

Carta Tachigrafica: alla guida con una altrui

"Un autista di camion, fermato e controllato dalla polizia stradale, è risultato sprovvisto di carta tachigrafica. O meglio per riuscire ad aggirare i tempi di guida e di riposo, utilizzava una carta tachigrafica intestata a un'altra persona". E' l'inizio di un articolo pubblicato qualche mese fa, ma in realtà sono in tanti a ricorrere a questo tipo di espediente. Ma cosa rischia un autista che guida con una carta tachigrafica altrui?

Pillole di Tachigrafo

25 maggio 2016

Dischi da chiudere e stampe da portare: dubbi e chiarimenti

Oggi parliamo di cose scritte e di cose da stampare. Le cose scritte a cui facciamo riferimento sono quelle riportate sui fogli di registrazione, meglio noti come «dischi». Qualcuno ci ha posto dubbi rispetto alla loro eventuale chiusura.
Le stampe invece sono quelle relative ai casi in cui, all'interno di una flotta di veicoli variegati, un autista si trovi a guidare in alcuni giorni quelli con cronotachigrafo analogico, in altri quelli con tachigrafo digitale. In questi casi, com'è evidente, le prove dell'attività in caso di controllo diventano più numerose. Qualcuno quindi si è posto il dubbio se bisogna effettivamente portarle tutte e quando si rischia una sanzione. Ecco comunque le due domande del giorno:

- Il foglio di registrazione può essere chiuso il giorno successivo a quello di apertura?
- Il conducente che guida un veicolo con cronotachigrafo analogico, ma che ha guidato nei giorni precedenti un veicolo con tachigrafo digitale, deve avere con sé per forza le stampe dell'attività svolta?

18 maggio 2016

Carta Tachigrafica: quando e come va estratta

Il tachigrafo registra il tempo di guida e quello di riposo. Ovviamente sulla carta del conducente. Questo potrebbe indurre a pensare che tanto vale lasciare sempre questa carta inserita. E invece non è sempre così. E le risposte alle domande dei nostri lettori chiariscono il perché.
È obbligatorio togliere la carta tachigrafica al termine dell’attività lavorativa?
Quali accorgimenti usare prima di partire di nuovo?
E se eventualmente si trascorre il riposo in cabina è sempre necessario estrarre la carta dal tachigrafo?

11 maggio 2016

Starei in riposo ma... «Ehi, autista: c’è da spostare il camion perché ingombra!»

L'autista è in riposo, come la legge gli impone. Poi però accade l'imprevedibile. Un poliziotto bussa sul finestrino e chiede di spostare il camion perché rende difficoltoso il passaggio dei veicoli. Oppure, contrariamente a quanto accade di solito, il personale del magazzino lo chiama al carico prima del previsto. A quel punto che fare... E' quanto si chiede un nostro lettore che vuol sapere:
Come mi devo comportare se interrompo il riposo per qualche minuto?
Riesco in ogni caso a evitare la sanzione?
Quali precauzioni devo utilizzare?

Pillole di Tachigrafo

4 maggio 2016

Periodi di guida: quando scatta la funzione «out»

Nelle aree private non si applica il codice della strada, né c'è copertura assicurativa. Ma rispetto alle ore di guida come bisogna comportarsi.
Detto più chiaramente, nella guida giornaliera va conteggiata anche quella svolta in un cantiere o all'interno di un'area privata, come per esempio il piazzale di un magazzino o l'interno di uno stabilimento?

Pillole di Tachigrafo

27 aprile 2016

Periodi di riposi... questi sconosciuti

Almeno un primato va riconosciuto anche al mestiere di autista: è l'unico lavoro in cui il riposo in alcuni casi diventa più stressante dei momenti di attività. Per il semplice motivo che non sempre la normativa che regola i periodi di riposo è chiara e poi in qualche caso subisce anche dei cambiamenti. Tutti, per esempio, erano convinti che i riposi settimanali potessero essere frazionati e invece adesso questa possibilità non esiste più. E che i dubbi siano tanti lo dimostrano pure le domande dei nostri lettori. Eccone due scelte tra le tante.

1) Come si conteggia un riposo settimanale che cade in due settimane?
2) Se non si consuma il riposo per intero come bisogna comportarsi nelle settimane successive? Si possono frazionare?

Pillole di Tachigrafo