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Effetto notte

11 febbraio 2016

Un pomeriggio di qualche tempo fa, mentre mi trovavo con il mio mezzo fermo a un semaforo, mi sono addormentato e sono stato poi svegliato dal suono dei clacson dei mezzi che avevo dietro. Sul momento mi sono stupito ma non ci ho dato un grande peso tant’è che me ne sono presto dimenticato. Ma, parlandone poi in famiglia, tutti mi hanno detto che don devo sottovalutare questo evento, soprattutto visto il mio lavoro di autista. Devo preoccuparmi?

OSAS, acronimo del termine inglese Obstructive Sleep Apnea Syndrome, in italiano sindrome delle apnee ostruttive del sonno. Chi ne soffre non potrà più guidare a meno di non sottoporsi a cure specifiche. É quanto prevede un decreto legge dello scorso 22 dicembre pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 gennaio che recepisce una direttiva europea. Per l’esattezza il testo recita: «La patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave ed incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell'attenzione non adeguatamente controllate con le cure prescritte», e prevede che «il richiedente o il conducente in cui si sospetti una sindrome da apnea ostruttiva notturna moderata o grave deve essere sottoposto a un consulto medico approfondito prima dell'emissione o del rinnovo della patente di guida».

Si tratta di una importante misura di sicurezza nei confronti di una patologia molto diffusa che causa sonnolenza e colpi di sonno alla guida e della quale si parla poco nonostante sia facilmente diagnosticabile e curabile. Secondo il decreto legge solo la diagnosi di OSAS di grado moderato o severo associata a sonnolenza diurna, condiziona l’idoneità psicofisica alla guida. Da un punto di vista socio-sanitario, come sottolinea Sergio Garbarino, neurologo dell’Università di Genova e rappresentante per l’Italia della commissione di esperti europei che hanno affrontato e approfondito il tema “sonno-guida”, non bisogna però sottovalutare l’impatto di questa malattia e ridurre l’OSAS solo a un problema di patenti di guida. La sindrome delle apnee ostruttive del sonno è un disturbo respiratorio che si manifesta esclusivamente durante il sonno caratterizzato da forte e insistente russamento abituale associato a ripetute pause respiratorie (apnee appunto) che possono durare anche più di un minuto causate da ostruzione delle prime vie aeree. Tale alterazione della dinamica del respiro, che si associa ai principali mali del mondo occidentale quali sovrappeso e obesità, sedentarietà, tabagismo, sindrome metabolica e diabete, comporta una ridotta ossigenazione del sangue con conseguenze sulla circolazione cardiaca e cerebrale e frammentazione del sonno responsabile della sonnolenza diurna. I dati epidemiologici più recenti ci dicono che circa 2 milioni di italiani soffrono di OSAS con una prevalenza maggiore negli uomini (percentuale circa doppia rispetto alle donne), nei soggetti obesi e negli ultra sessantacinquenni. L’impatto sulla sicurezza stradale è impressionante. Secondo le cifre fornite dal gruppo di ricerca del dott. Garbarino, l’OSAS è causa di circa 17.300 incidenti stradali all’anno in Italia, più dell’alcol e delle droghe. Ed è anche un fattore di rischio di malattie cardio e cerebrovascolari, insufficienza respiratoria e disturbi cognitivi. La nuova legge ha dunque il merito di mettere in atto le strategie per individuare, diagnosticare e curare i casi di OSAS, patologia dalla quale si guarisce, ma soprattutto di promuovere un cambiamento culturale cioè di sensibilizzare e lavorare sulla prevenzione che equivale alla promozione di stili di vita corretti e salutari attraverso un approccio multidisciplinare. Ad oggi non esiste un protocollo medico unico in Europa per la valutazione della malattia i fini del rilascio/rinnovo della patente di guida e in Italia sono al lavoro ben due commissioni tecniche. In termini generali, è comunque fondamentale che chi soffre di russamento lo ammetta o comunque dia seguito alle “lamentele” del partner che solitamente è il primo ad accorgersi del problema, parlandone con il proprio medico che potrà indirizzarlo allo specialista o agli specialisti di riferimento. In ogni caso, OSAS o non OSAS se si avverte un eccesso di stanchezza al volante o una sensazione di sonnolenza, c’è una sola soluzione: fermarsi e riposare.

Buon viaggio!

 

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Osas, Salute, Sonno