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Il tachigrafo? Lasciatelo lavorare

6 luglio 2016

Le macchine e i computer sono più intelligenti delle leggi. Quella relativa alle ore di guida e di riposo impone all'autista di inserire oggi giorno manualmente l'indicazione relativa al riposo appena consumato quando ogni mattina, dopo aver trascorso la notte a casa, entra nel camion e inserisce la carta conducente nel tachigrafo. Ogni mattina la stessa storia. Ma non è possibile, chiedendo appunto aiuto alle macchine, un modo intelligente, "smart" come dicono quelli che sanno parlare, per evitare di fare la stessa cosa tutti i giorni?

Il tachigrafo di ultima evoluzione, a marchio VDO 2.2, del modello digitale DTCO 1381 presenta alcune importanti novità che passano dall’aspetto esterno – le linee dello strumento rese più semplici, lineari e in definitiva più moderne – per arrivare a quelle più di “sostanza” con nuove funzioni in grado di facilitare la vita del conducente, rendendo più fluide alcune operazioni quotidiane e anche integrano il sistema informatico con cui si raccolgono i dati scaricati dal tachigrafo, con altre informazioni utili per gestire al meglio veicolo e flotta. In pratica il sistema di raccolta e archiviazione dei dati tachigrafici è obbligatorio e quindi non se ne può fare a meno. Però, visto che bisogna acquisirlo per forza, tanto vale renderlo il più possibile produttivo, sfruttandolo per gestire una serie di informazioni che altrimenti richiederebbero sistemi dedicati.

Per esempio: quando prende servizio un autista deve inserire manualmente una serie di dati, relativi anche alla sua posizione. Ora se questi dati possono essere presi automaticamente collegando il tachigrafo a un Gps esterno, tutto diventa più facile e automatico. Non solo: perché quando poi si andranno a scaricare i dati relativi alla guida verrà trasferito nell’apposito gestionale anche il tracciato della posizione del veicolo.

Altri dati poi, come per esempio il consumo di carburante, il peso e le misurazioni diagnostiche, possono essere acquisiti dal tachigrafo attraverso il can bus del veicolo, mentre in un futuro ormai prossimo quelli relativi alla pressione e alla temperatura degli pneumatici possono essere trasferiti dal sistema ContiPressureCheck, che li raccoglie attraverso alcuni sensori inseriti nelle gomme.

Un altro comfort tangibile arriva dalla possibilità di far dialogare il tachigrafo con lo smartphone, in modo tale che una serie di attività possono essere gestire dal display del telefono e quindi trasferite allo strumento di misurazione. Senza considerare i dati forniti dal Counter, relativi cioè alle ore di guida e di riposo svolte e ai tempi di sosta trascorsi nei traghetti e nei treni, che possono essere replicati sullo smartphone. Il display, molto più grande di quello del tachigrafo, rende la loro lettura più agevole.

Ma la funzione più comoda di tutte riguarda l’inserimento manuale che l’autista deve effettuare ogni giorno quando, dopo aver trascorso la notte a casa, risalendo sul veicolo e inserendo la carta conducente nel tachigrafo, gli viene chiesto cosa ha fatto in quel lasso di tempo in cui la carta non è stata letta. La risposta quasi sempre è: ho consumato il periodo di riposo. È una procedura ripetitiva, che può sembrare inutile, ma che se non fatta espone a sanzione. Ecco perché VDO ha pensato di inserire nella APP la possibilità di impostare una volta per tutte questa informazione, in modo che quando la mattina l’autista entra in cabina, lo smarthphone si autoidentifica tramite bluetooth e la trasmette direttamente al tachigrafo. Questa la APP per gli autisti. Un’altra è dedicata alla flotta e che dà la possibilità di far dialogare il gestore dei veicoli con gli autisti e di assegnare loro i singoli viaggi, tenendo conto del tipo di missione e della disponibilità di ore di guida di ognuno.

Infine, rispetto allo scarico dati obbligatorio sia della carta conducente sia della memoria di massa, per chi non volesse perdere tempo nel trasferirli su una chiavetta Usb (che richiede 15-20 minuti, a cui vanno aggiunti quelli necessari per il successivo trasferimento dei dati nel PC aziendale) è possibile ricorrere alla trasmissione GPRS, collegando la porta posteriore del tachigrafo con un apposito DLD Wide Range, che consente lo scarico in remoto. Così il trasferimento avviene in automatico, senza necessità che qualcuno salga a bordo del veicolo. E per chi volesse evitare di sopportare il costo del traffico dati GPRS, si può ottenere lo stesso risultato affidandosi al wifi. Ma a quel punto è necessario che, almeno una volta entro i tre mesi previsti dalla normativa, i veicoli transitino dal piazzale aziendale in cui è presente tale connessione.

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In collaborazione con VDO www.fleet.vdo.it

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