TUTELA DEI CREDITI

06/02/2015

DNel mese di Novembre 2014- uno dei ns piu' grossi clienti, ci ha comunicato suo malgrado che per problemi sorti con dei suoi clienti, non era piu' in grado di pagare i suoi fornitori tra cui noi.
Dopo qualche settimana ci ha inviato il documento che Le alleghiamo, comunicandoci che il Tribunale di Parma aveva accettato il concordato preventivo.

Abbiamo fatto presente il tutto al ns commercialista, il quale ci ha riferito che avremmo dovuto aspettare circa 60 giorno che il tribuinale di Parma avrebbe contattato tutti i fornitori e fatto una valutazione dei debiti.
Poiche' ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione da parte di nessuno, Le chiediamo se è regolare ? oppure dovremmo fare qualcosa ?
In attesa di una sua gentile risposta alla ns richiesta, siamo anticipatamente a ringraziarLa e salutarLa.

Nello E.
RPur non conoscendo i dettagli della questione e non disponendo della relativa documentazione (fatture, DDT, mandati di trasporto, ammontare del credito) , mi permetto di svolgere una preliminare considerazione.

La tutela dei crediti derivanti dall’esecuzione di servizi di trasporto impone una particolare attenzione nella interruzione del termine di prescrizione, che ai sensi di legge è di un anno dalla data del viaggio. In fattispecie come quella di specie, in cui il debitore versa in condizione di morosità , è dunque importante inviare entro l’anno lettere interruttive della prescrizione per evitare che il credito possa considerarsi estinto. Laddove il debitore sia stato ammesso al concordato preventivo, le relative lettere andranno indirizzate, affinchè abbiano efficacia interruttiva, alla sede legale della debitrice o al suo eventuale liquidatore. Naturalmente, le comunicazioni potranno essere inviate anche a mezzo pec (purchè gli indirizzi di provenienza e destinazione siano entrambi di posta certificata).

In ogni caso, qualora i trasporti siano stati eseguiti in veste di subvettore, un efficace strumento di tutela di relativi crediti scaturenti da tale attività è rappresentato dalla cd. azione diretta di cui all’art. 7 ter D. Lgs. 286/2005, in forza della quale la committente del trasporto che si colloca a monte della filiera è responsabile, in solido con il vettore, di eventuali insoluti dei subvettori, seppur limitatamente ai trasporti ad essa riferibili.

Qualora il caso in esame corrisponda alla suddetta situazione, Vi consiglierei, pertanto di “bypassare” il Vs. cliente, per indirizzare le Vs richieste creditorie direttamente al committente; ciò può avvenire mediante una semplice lettera, posto che, in assenza di valide contestazioni, la strategia sortisce risultati positivi.

Naturalmente, il credito da Voi vantato potrà essere fatto valere in ogni caso in seno alla procedura concorsuale, mediante domanda di insinuazione al passivo, da documentare con idonei allegati a riprova del credito.

A tal riguardo, preciso che il decreto trasmessomi, emesso dal Tribunale di Parma, non è un provvedimento di ammissione della società alla procedura di concordato. Si tratta, infatti, di un mero provvedimento che viene emesso dagli uffici giudiziari a seguito della presentazione del ricorso per l’ammissione al concordato da parte del debitore, e con il quale, a seconda dei casi, vengono stabiliti determinati adempimenti da attuare entro precisi termini all’uopo assegnati.

Nel caso di specie, il Tribunale di Parma ha assegnato termine di 60 giorni per consentire alla istante società di integrare la documentazione depositata in allegato al ricorso. Posto l’intervenuto decorso del termine, tutta la documentazione depositata dal debitore dovrebbe essere stata già sottoposta al vaglio del Commissario Giudiziale, ai fini della verifica circa la fattibilità del piano concordatario proposto.

Nel casi in cui la suddetta verifica dovesse sortire esito positivo, seguirà decreto di ammissione alla procedura concordataria e comunicazione a tutti i creditori di precisazione del credito; i creditori saranno, quindi, invitati ed esprimere il proprio voto in relazione alla proposta di concordato presentata. A seguito dell’udienza che sarà fissata per l’adunanza dei creditori, si farà la conta dei voti e, nel caso in cui la maggioranza dei creditori abbia espresso voto favorevole alla proposta, il Giudice Delegato omologherà il concordato.

Ciò detto, per quanto riguarda l’invio della suddetta comunicazione a tutti i creditori, faccio presente che non è previsto un termine di legge e ciò, in quanto l’analisi, da parte del Commissario giudiziale, della documentazione versata in atti dal debitore, potrebbe richiedere tempi di disamina diversi a seconda dei casi.

Si consiglia pertanto di attendere, ed eventualmente di contattare direttamente il Commissario nominato dal Tribunale, per avere informazioni sullo stato della procedura. Ciò anche alla luce del fatto che in alcuni casi non tutti i creditori ricevono le comunicazioni di rito e quindi si può correre il rischio di decadere dalla proposizione della domanda di insinuazione al passivo.

Suggerisco, infine, di monitorare la situazione della debitrice, estraendo la visura camerale da cui si evincono gli aggiornamenti sull’ammissione o meno della società alla procedura concorsuale.

Preciso, infine, che, a seguito del deposito del ricorso da parte della società, ogni azione esecutiva da voi intentata contro il debitore risulterà improcedibile; ai sensi dell’art. 168 Legge Fallimentare (rubricato, appunto, “Effetti della presentazione del ricorso”): “Dalla data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese e fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato preventivo diventa definitivo, i creditori per titolo o causa anteriore non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore”.

Qualora siate interessati a una consulenza più mirata, potrete inviare legalmente@uominietrasporti.it la documentazione relativa alla pratica.
Avv. Barbara Michini - Studio Zunarelli, Bologna

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