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L'autotrasporto scrive a Monti: «Sull'ecobonus c'č bisogno di te»

12 settembre 2012
«Ben conoscendo la Sua autorevole e nota competenza nel settore della Concorrenza, riteniamo che solo un Suo intervento nei confronti del Commissario Almunia possa accelerare la conclusione positiva della procedura aperta». Si chiude con queste parole la lettera che l’autotrasporto italiano (rappresentato da quasi tutte le associazioni di categoria: Anita, Confartigianato Trasporti, Conftrasporto, Fedit, CNA Fita, Legacoop Servizi, SNA Casartigiani) ha scritto questa mattina, 12 settembre, al presidente del Consiglio Mario Monti. La procedura a cui si fa riferimento e che si spera di poter sbloccare grazie all’intervento di Monti (per anni commissario alla concorrenza) è quella che ha portato al congelamento dell’ecobonus (60 milioni di euro per gli anni 2010-2011), che a Bruxelles – in particolare la DG Concorrenza all’interno della Commissione europea – vedono oggi come un probabile aiuto di Stato.
Le questioni sollevate nella lettera sono per un verso logiche, per un altro procedurali. Quelle logiche fanno riferimento al fatto che il sistema di autostrade del mare italiano, favorito appunto dalla concessione dell’ecobonus, «è sempre stato considerato – si legge – un modello da seguire da parte delle Istituzioni comunitarie».
Quelli procedurali, invece, fanno riferimento alla lunga trafila di scambio di documenti tra Roma e Bruxelles che fino a ieri – si ricorda – è stata composta da «sei lettere e quattro riunioni tecniche». Insomma, si dice, le spiegazioni ci sono state e continuare a chiedere chiarimenti appare «alquanto strumentale». Mentre fa quasi sorridere sostenere l’ipotesi di una concorrenza con altre modalità di trasporto, dal momento – argomentano i rappresentanti dell’autotrasporto nella missiva – «le ferrovie hanno da tempo fortemente ridimensionato l’impegno nel trasporto combinato in Italia e quasi del tutto abbandonato i collegamenti con la Sicilia», che - lo ricordiamo – è la regione maggiormente interessata alla vicenda, in quanto sede di molte delle aziende che attendono di vedersi pagato l’ecobonus.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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