LEGGI E POLITICA

Cna-Fita: contro il caro gasolio bisogna essere uniti

18 settembre 2012

Cinzia Franchini, presidente di Cna-Fita scrive a tutte le associazioni dell’autotrasporto perché facciano fronte comune sul caro gasolio: «L’aumento del gasolio sta soffocando le nostre imprese come le Vostre, senza distinzioni tra mono veicolari e operatori più strutturati che, inevitabilmente, ogni giorno, in Italia sono costretti, obtorto collo, a pagare un prezzo imposto e del tutto fuori mercato rispetto all’Unione Europea. Un prezzo, quello del gasolio italiano, che non ha eguali nei paesi a noi confinanti come in quelli di recente entrati nel mercato unico europeo che quotidianamente, sfruttando il margine loro garantito sul gasolio, ci mettono fuori mercato senza dover per questo commettere abusi. Con il gasolio alle stelle, ma soprattutto con un prezzo schermato dalle normali regole di un mercato libero, abbiamo trasformato tanti “abusivi” in perfetti concorrenti che stracciano le nostre tariffe. Tutti gli operatori a noi associati, più o meno strutturati, gridano con rabbia questa bruciante verità che solo parzialmente trova sollievo nei costi minimi di sicurezza che in teoria li avrebbero dovuti mettere al riparo dal caro gasolio.».
La Cna-Fita chiede poi di «reintrodurre il meccanismo dell’accisa mobile per evitare che oggi, come in futuro, il Governo possa essere cointeressato  dall’aumento dei prezzi che gli garantisce inevitabilmente maggiori introiti. L’accisa mobile dunque è l’unico argine possibile, oggi, per disincentivare lo Stato dall’aumentare la tassazione sui carburanti che come risultato più immediato e in assoluto più pericoloso per tutti noi, comporta sul mercato l’aumento del prezzo industriale e quindi del prezzo finale.»
Per la Franchini occorre inoltre «convincere l’Esecutivo a seguire l’esempio francese, che ha ridotto di 6 centesimi il prezzo del carburante e a intervenire per promuovere l’avvio della necessaria riforma che disincentivi il conto proprio a favore del conto terzi, garantendo solo a quest’ultimo il rimborso delle accise. Una riforma, questa, sempre annunciata ma mai avviata.

«Per questo – conclude – consapevoli di poter ottenere un beneficio concreto per le nostre imprese, vi chiediamo di unirvi a noi nella richiesta di un taglio di almeno 10 centesimi. Un risultato che il Governo può garantire tagliando le tasse attraverso l’accisa mobile, recuperando le risorse oggi rimborsate al conto proprio, richiedendo eguale comportamento ai petrolieri che, come in Francia, dovrebbero ridurre i loro prezzi di almeno 5 centesimi. Infine, se tutto ciò non bastasse, il Governo intervenga sui giochi e sulle lotterie dimostrando che anche per lui la priorità oggi è quella di disinnescare la “bomba” del caro carburante.».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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