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Quando il design dichiara guerra al gasolio

26 settembre 2012
All'IAA di Hannover Renault Trucks ha presentato uno studio di un veicolo in cui ogni dettaglio è stato disegnato per accarezzare l'aria e abbattere il CX. E quindi per risparmiare sui consumi
Tutto deve servire al risparmio di carburante. Per Renault Trucks questo assunto è diventato una sorta di imperativo, da declinare su ogni possibile aspetto. Prendiamo per esempio il design: ogni studio, ogni linea, ogni passo in avanti viene gettato nel segno di questa efficienza. È stato così già in passato e lo sarà ancora in futuro. Tant’è che vero che ad Hannover la casa della losanga ha presentato uno studio su un veicolo - chiamato CX/03 - per lunghe distanze che sicuramente, dietro ogni singolo dettaglio, indica una strada che domani potrebbe trovare attuazione concreta. Consideriamo per esempio la calandra: è costituita esclusivamente da una struttura di fibra di carbonio con alluminio, riuscendo così a coniugare la robustezza con un eccezionale leggerezza.
Nella sezione centrale, invece, è stato collocato un pannello che scorre verso il basso man mano che il veicolo prende velocità. Analogamente funziona lo spoiler sistemato nella parte inferiore, in modo da ridurre la distanza dal suolo. Tre lame aerodinamiche sono invece chiamate a spingere il flusso d’aria ai lati. I retrovisori laterali sono essenziali e sostenuti da due supporti profilati.
Passando sul lato ci si accorge che gradini della cabina e le ruote, essendo causa di turbolenza, sono stati coperti per favorire il flusso d’aria. Perfettamente calibrata è pure l’inclinazione del parabrezza: 12 gradi, quelli ottimali per un equilibrare aerodinamica e dinamicità. Insomma, nulla è lasciato al caso: come ha sottolineato Hervé Bertrand, designer di Renault Trucks, «vogliamo che le persone, già dalla prima occhiata, capiscano che tutti gli elementi del veicolo sono disegnati per essere leggeri, efficienti e aerodinamici».
Ma la ricerca aerodinamica di Renault Trucks non si esaurisce con il trattore. Anche il semirimorchio è stato concepito con un tetto a goccia, con un’avvolgente carenatura laterale sulle ruote e deflettori posteriori. Inoltre, anche l’aggancio tra trattore e semirimorchio, altra fonte di turbolenza, è stato affrontato con un sistema di carenatura regolabile: «quando il veicolo è sulla strada – ha spiegato Bertrand – la cabina è un tutt’uno con il semirimorchi e il flusso d’aria non è interrotto. Dall’altro lato, a basse velocità, quando le carenature non occorrono, per facilitare le manovre, si ritraggono».
Tutto qui? Non proprio. Per Renault Trucks il risparmio va comunque alimentato e gestito con passione e piacere. E quella placca in alluminio sul lato della cabina, che si dissolve nel rosso, serve proprio a ricordare questi sentimenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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