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Da Continental una cura per la bassa pressione

26 settembre 2012
Un pneumatico sgonfio si surriscalda e si consuma, ma soprattutto resiste maggiormente al rotolamento e quindi incrementa i consumi. La casa tedesca intende evitarlo con un apposito sistema di monitoraggio della pressione che lancerà nel 2013
Dietro a uno pneumatico ci sono ricerche tecnologiche di anni. E spesso, fatalmente, vengono vanificate perché chi lo usa lo tiene sotto pressione. Una contraddizione che capita troppe volte (oltre il 90% dei problemi connessi ai pneumatici sono preceduti da perdite di pressione non rilevate), che produce una lunga serie di conseguenze negative, sia in termini di prestazioni e di durata, sia soprattutto di aumento dei consumi di carburante dovuti alla maggiore resistenza al rotolamento. Proprio per questo Continental intende porvi rimedio lanciando sul mercato ContiPressureCheck, un sistema per tenere monitorata la pressione degli pneumatici e presentato in anteprima all’IAA di Hannover. Il monitoraggio avviene grazie a tre componenti: alcuni sensori che raccolgono i dati sulla pressione; un processore che li elabora e un sistema di comunicazione che li trasmette. Tutti sono sistemati in un contenitore di gomma posto all’interno del battistrada. Soluzione che consente al sistema anche di non essere influenzato da eventuali aumenti di temperatura.
In pratica i dati raccolti vengono inviati tramite connessione wireless a un’unità di controllo elettronico, la quale li processa e li invia in cabina, dove il conducente può visionarli tramite un apposito display. Il tutto avviene in tempo reale, così che se si riscontra una qualche anomalia, diventa possibile intervenire prontamente evitando tutte le conseguenze negative ricordate.
Il sistema è completamente autonomo, nel senso che può funzionare con qualsiasi marca di pneumatici e questi vengono sostituiti può essere tranquillamente trasferito dai vecchi ai nuovi. Inoltre la batteria di funzionamento dura 6 anni o 600.000 Km.
Il lancio di ContiPressureCheck è previsto per il 2013 a partire da Germania, Polonia, Benelux e Turchia. A seguire gli altri mercati tra cui l’Italia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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