LOGISTICA

Consegne a domicilio: nell'87% dei casi sono in ritardo

3 ottobre 2012
Il pacco è in consegna. Il corriere chiama il destinatario per avvertire, fissando un lasso di tempo in cui farsi reperire. Ma nell’87% dei casi c’è un ritardo nella consegna, peraltro nel 73% dei casi senza che tale contrattempo sia segnalato. A rilevarlo è una ricerca condotta da TNS in quattro importanti paesi europei (Germania, Francia, Gran Bretagna e nei Paesi Bassi), in cui si evince chiaramente l’approssimazione di un servizio che nella quasi totalità dei casi (il 94%) non dà un appuntamento per la consegna e soltanto nel 64% indica una fascia oraria giudicata peraltro troppo allargata dal 74% dei clienti. Anzi, quasi uno su quattro indica proprio in questa approssimazione nell’indicare un orario per l’appuntamento il difetto principale delle società che effettuano consegne.
Cosa c’è dietro queste lacune? E quale il perché di questi ritardi? Secondo Thomas Schmidt, Managing Director di TomTom Business Solutions,  «le aziende non riescono a mantenere un livello di servizio soddisfacente a causa di fattori quali il traffico e la mancanza di informazioni sulla situazione dei mezzi. Tutto questo contribuisce all’aumento dei ritardi e dell’insoddisfazione del cliente».
Le soluzioni bisogna trovarle in supporti tecnologici. Un sistema di gestione della flotta, per esempio, consente di calcolare i tempi di percorrenza della forza lavoro mobile, in base alle informazioni sul traffico in tempo reale e sui dati storici, consentendo alle aziende di programmare, con maggiore precisione, la pianificazione del lavoro. Inoltre, mette in condizione al responsabile in ufficio di assegnare un determinato lavoro o una consegna all’addetto più appropriato, in base non solo alla vicinanza al cliente, ma soprattutto al miglior tempo stimato di arrivo.
«Incrementando il livello di servizio, gestendo le aspettative del cliente e  comunicando tempi stimati di arrivo affidabili – conclude Schmidt – le aziende hanno ridotto al minimo le frustrazioni dei clienti, ottenendo una migliore “customer-experience” e un rafforzamento della reputazione aziendale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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