UFFICIO TRAFFICO

Aziende in conto proprio trasportano rifiuti in conto terzi: scoperti tre casi nell’aretino

8 ottobre 2012
C’è una diceria sempre più diffusa nel mondo dell’autotrasporto, quella che vuole sempre di più le imprese attive in conto proprio adoperarsi anche su quello in conto terzi. Ma è veramente una diceria?
La domanda può essere girata al Nucleo operativo speciale di Arezzo del Corpo Forestale dello Stato (NOS), che il 6 ottobre ha effettuato una serie di controlli per verificare gli spostamenti di carichi illegali sulla viabilità secondaria e a un certo punto si è imbattuto in tre camion, condotti da autisti stranieri, che trasportavano rifiuti di ferro e acciaio verso la provincia di Arezzo. Tutti regolarmente iscritti all’Albo dei gestori ambientali per il trasporto in conto proprio, per attività legate al settore edile.
Ma a un controllo più approfondito salta fuori il dato incontrovertibile: i materiali trasportati non provenivano dai cantieri dell’impresa proprietaria dei veicoli, ma da altre imprese per le quali la prima effettuava trasporti in conto terzi. Più precisamente, sfruttando l’autorizzazione in conto proprio, i veicoli giravano la provincia per raccogliere ferro e rottami vari in diverse realtà commerciali e industriali, per poi venderli a caro prezzo ai centri di raccolta. In questo modo, prendendo da una parte e dell’altra, si mettevano insieme diverse migliaia di euro, ovviamente in nero.
Per tutti questi motivi i NOS hanno usato la mano pesante, facendo scattare il sequestro penale dei camion e dei carichi e denunciando le aziende all’Autorità Giudiziaria per gestione illecita di rifiuti in assenza delle prescritte autorizzazioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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