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Gli ecobonus sono aiuti di Stato: la Commissione UE dà un mese agli operatori per sostenere il contrario

10 ottobre 2012
L’Europa è bella, ma l’Europa è anche tanto burocratizzata. E la burocrazia è tutt’altro che bella. Anche perché non segue i tempi e le esigenze di chi lavora. Difficile dire altrimenti rispetto a una decisione della Commissione europea pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea lo scorso 5 ottobre a proposito di Ecobonus. In sintesi non sembra dire niente di nuovo: la Commissione si limita a fare una sintesi della procedura ribadendo la sua convinzione nel giudicare illecito il contributo finanziario concesso agli autotrasportatori per imbarcare i propri veicoli sulle navi, così da alleggerire il congestionamento stradale e l’inquinamento. O meglio, è stato lecito per il triennio fino al 2009, ma dopo – ribadisce l’istituzione comunitaria – il flusso di trasferimento dalla strada al mare doveva camminare da solo, anzi doveva garantire un quantitativo di tratte analogo a quello del triennio in cui l’ecobonus era stato erogato. Andare oltre il triennio, senza nemmeno aver rispettato questo obiettivo quantitativo, costruirebbe in definitiva un aiuto di Stato. Ragion per cui gli ecobonus per gli anni 2010 e 2011 sono appesi a un filo di lana. Per il 2012 poi nemmeno se ne parla, anche perché stando alle intenzioni di spending review del governo, anche RAM, Rete Autostrade del Mare, la società chiamata tra le altre cose a gestire le domande relative ai contributi e la loro erogazione, dovrebbe essere chiusa entro il 2013. Dovrebbe perché nel corso del 2013 – ma qui siamo nel regno delle ipotesi – potrebbe anche essere nominato un nuovo governo, animato magari da diversa posizione rispetto alla sopravvivenza di RAM.
Ma allora cosa significa questo atto che la Commissione pubblica sulla Gazzetta UE? La risposta si legge nelle primissime righe del provvedimento, quelle in cui «la Commissione invita gli interessati a presentare osservazioni in merito alla misura riguardo alla quale viene avviato il procedimento entro un mese dalla data di pubblicazione della presente sintesi… inviandole al seguente indirizzo:

Commissione europea
Direzione generale Concorrenza
Protocollo Aiuti di Stato
Ufficio: J-70 3/225
1049 Bruxelles/Brussel
BELGIQUE/BELGIË
Fax +32 22961242  

Quindi la Commissione specifica che tali osservazioni saranno comunicate all’Italia, tenendo segreta l’identità degli interessati, laddove essi stessi ne facciano espressa richiesta scritta e motivata. Insomma, entro il 5 novembre viene data la possibilità ai diretti interessati – e quindi verosimilmente agli operatori del settore – di dire la loro rispetto a tale annosa questione.
È una garanzia di democraticità? O piuttosto un ulteriore passaggio burocratico prima di dire definitivamente «signori miei, l’ecobonus degli anni 2010 e 2011 ve lo dovete scordare»?
Difficile rispondere con certezza, ma la seconda ipotesi appare tanto più verosimile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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