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Albo: dibattito tra le associazioni sul possibile aumento delle quote

16 ottobre 2012
L’Albo, si sa, è stato depotenziato dalla spending review: ha perso autonomia di bilancio e di fatto è stato integrato all’interno dell’organigramma ministeriale. Suona strano, quindi, che in una commissione ristretta di qualche giorno fa si sia discusso sulla quantificazione delle quote per il 2013 stabilendo, contrariamente agli ultimi anni, di ritoccarle verso l’alto. Una proposta respinta però da Anita e CNA-Fita, proprio perché – recita un comunicato di quest’ultima associazione – «risulterebbe incoerente e inopportuna rispetto al contesto economico generale in cui le nostre imprese, come tutte le altre, si trovano ad operare».  
Anzi, la stessa presidente Cinzia Franchini ha preso la palla al balzo per proporre una riforma radicale dell’Albo, poggiandola su due pilastri: la riorganizzazione del sistema di governo e il potenziamento delle banche dati. Il primo attuato con il trasferimento delle competenze gestite attualmente dalle province alle Camere di Commercio, concentrando il tutto su base regionale, il secondo realizzato elevando la banca dati  ad autentico “check elettronico”.
Da segnalare, poi, il possibile uso che Franchini propone di tale strumento: quello di far attuare allo stesso Albo le verificare periodiche rispetto all’esistenza di informative antimafia relative a un’azienda iscritta e, in caso di riscontro positivo, di darne tempestiva informazione tramite inserimento nell’elenco presente sul sito e di sospendere temporaneamente l’impresa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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