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Michelin X-Works: duro, puro e… garantito

28 maggio 2011
Inutile nasconderlo: Michelin è un ottimo pneumatico, riconosciuto dagli stessi trasportatori come il prodotto di punta. Ma la qualità si paga (con quello che di solito si chiama premium price).

Inutile nasconderlo: Michelin è un ottimo pneumatico, riconosciuto dagli stessi trasportatori come il prodotto di punta. Ma la qualità si paga (con quello che di solito si chiama premium price). Per pneumatici utilizzati esclusivamente su strada la cosa funziona in modo lineare: chi vuole di più accetta di pagare di più. Ma per gli utilizzi misti, per quelli cioè – e sono circa un 13% del mercato – che caricano in cantiere, tra tante asperità, e poi per raggiungere il punto di scarico fanno decine e a volte centinaia di chilometri su strade asfaltate, si è ancora disposti ad accettare il rischio della maggior spesa? La casa francese si è messa nei panni di chi si pone questa domanda. E poi, attraverso una nuova gamma di pneumatici 13 R 22.5 chiamata X-Works, nella doppia variante XZY Tutte Posizioni e XDY per Assale Motore, ha cercato di fornire una risposta articolata, frutto di un attento bilanciamento. Mai come in questo caso, infatti, parliamo di trasportatori che per il 70-75% e più viaggiano su strada e che quindi sono interessati alla migliore resa chilometrica possibile. E a questo provvede la nuova architettura della sommità del pneumatico, testata per durare nel tempo. Un aiuto in tal senso proviene pure dall’impronta al suolo ottimizzata (pneumatico Tutte Posizioni XZY), in grado di ripartire al meglio i carichi al suolo così da offrire la possibilità di percorrere più chilometri, e dalla compattezza della parte centrale del disegno battistrada (pneumatico Drive XDY), zona sensibile e quindi opportunamente rinforzata. In più la carcassa Michelin presenta un’elevata densità di cavi metallici, così da preservarla, prolungarne la durata e consentire una successiva riscolpitura. Diciamo meglio: il tasso calcolato di ricostruibilità dello pneumatico è dell’88%, senza considerare che il Remix ricostruito è praticamente identico, in quanto a prestazioni, al nuovo, se non per il minor prezzo di acquisto e per i 50 kg circa di materiale risparmiato. E di questo anche l’ambiente ringrazia.
Poi però i trasportatori «misti» affrontano anche per un 25-30% di missione la cava o il cantiere e quindi, aumentando la possibilità di aggressioni al pneumatico, necessitano di irrobustirlo e proteggerlo. In che modo? Innanzi tutto rinforzando i fianchi, in modo da difendere il pneumatico da urti laterali. Inoltre, per favorire sui fondi bagnati un’efficiente evacuazione di acqua e fango, il pneumatico Tutte Posizioni XZY presenta rilievi di protezione a fondo scultura, mentre quella per Assale Motore dispone di canali a sezione variabile che favoriscono l’autopulizia delle sculture e limitano il trattenimento di pietrisco all’interno del battistrada. Infine, la carcassa X Works è stata dotata di tutti i muscoli necessari per sopportare in tutta sicurezza 8 tonnellate per assale in semplice e 13,4 tonnellate per assale in gemellato (a 110 km/h).
La tecnologia però non è un ombrello che può riparare da tutto. Quando meno te lo aspetti, cioè, può accadere l’imprevisto sotto forma di una qualche ferraglia nascosta nel terreno o di qualche maceria dalla forma acuminata. Ebbene, da oggi la risposta di Michelin X Works copre anche una tale eventualità attraverso una garanzia che copre, per tutti gli pneumatici acquistati fino al 30 settembre 2011 compreso, i primi 6 mesi di utilizzo.
In pratica, Michelin si impegna a rimborsare gli pneumatici in caso di danneggiamenti accidentali che avvengono entro il primo semestre dalla data di attivazione. A chi li ha acquistati viene richiesto di attivare la garanzia entro un mese dalla data della fattura.
A quanto ammonterà il rimborso? Dipende da quanto ovviamente è stato usato e quindi dalla profondità residua della scultura. Se per esempio il residuo è di 14 mm su 18, pari cioè a un 78%, Michelin rifonderà tale percentuale del prezzo di acquisto. Così se si era pagato lo pneumatico 500 euro, 390 torneranno in tasca. Insomma, tanto meno lo si è utilizzato, tanto maggiore sarà il risarcimento coperto dalla garanzia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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