LOGISTICA

Baltico-Adriatico: deputati Pd chiedono al governo di difendere in Commissione UE il tracciato che termina a Bologna

5 dicembre 2012
Lo spread sale e scende: a volte si vince, altre si perde. Ma ci sono partite che, una volta perse, non si recuperano più. Una di queste è la partita che si sta giocando sul corridoio Baltico-Adriatico: il suo tracciato originario prevede un collegamento tra Danzica e Bologna, toccando i porti italiani di Trieste, Venezia e Ravenna, ma adesso la Slovenia vorrebbe modificarlo per fargli attraversare i propri porti. Per evitarlo c’è bisogno – come chiede espressamente il deputato del Pd, Ettore Rosato – che «il Governo intervenga in sede europea per mantenere inalterato il tracciato originario».
Le ragioni di tale richiesta sono presto dette: «il Corridoio ferroviario Baltico-Adriatico – spiega Rosato - rappresenta un'opportunità irrinunciabile per l'economia del Friuli Venezia Giulia e dell'interno Nordest. L'infrastruttura implementerebbe infatti il traffico di persone e merci tra il nord e il sud dell'Europa centrale, agganciando i porti dell'Alto Adriatico al bacino danubiano».
Eppure in seguito a pressioni slovene per ottenere un collegamento con il porto di Capodistria, il Consiglio europeo – aggiunge Rosato – ha reintegrato nel progetto la tratta Graz-Maribor-Lubiana-Capodistria. E, in sintonia con tale decisione, alcune settimane fa è stato depositato alla Commissione Trasporti del Parlamento europeo un corrispondente emendamento». Se questo emendamento passasse metterebbe a rischio gli sforzi profusi dall'Italia e rappresenterebbe un grave danno per le capacità competitive dei porti dell'Alto Adriatico.
Per tale motivo – conclude Rosato – «è fondamentale che il Governo italiano intervenga presso il Consiglio e la Commissione europea per resistere a ogni eventuale modifica del tracciato originario e garantire all'Italia la tratta finale del corridoio».
Sul tema Rosato ha anche presentato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Corrado Passera e al ministro per gli Affari europei Enzo Moavero Milanesi, assieme ai colleghi democratici Andrea Martella, Rodolfo Giuliano Viola, Ivano Strizzolo, Alessandro Maran, Donata Lenzi, Daniela Sbrollini, Andrea Sarubbi e Simonetta Rubinato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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