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Ecobonus: in attesa della risposta di Bruxelles per il passato, c'è un'interpellanza in Parlamento per sapere se ci sarà un futuro

6 dicembre 2012
L’ecobonus è in una fase di stallo. La Commissione, convinta che l’Italia non ha tenuto fede agli impegni presi nella prima stesura dell’incentivo (vale a dire, la conservazione nel triennio successivo a quello oggetto di incentivo delle stesse quote di traffico trasferite dalla strada al mare) e non convinta nemmeno dal fatto che la crisi economica possa costituire una giustificazione per tale mancato obiettivo, ha intrapreso una procedura di consultazione per invitare l’Italia e i diretti interessati a “dire la loro”.
Il nostro governo ha inviato le sue giustificazioni, mentre è mancato quasi completamente il sostegno da parte delle imprese, che avrebbero potuto effettuare opera di pressione sull’esecutivo comunitario. L’unico intervento a favore dell’ecobonus italiano – pensate un po’ – è venuto da parte di una Confederazione Spagnola di trasportatori, che aveva usufruito per circa il 10% dei rimborsi relativi alle tratte Italia-Spagna. Ma dall’Italia niente.
Adesso, un po’ tardivamente, si muove la politica. L’onorevole del Pdl Vincenzo Gibiino, infatti, insieme a 35 colleghi,  ha presentato un’interpellanza urgente alla Camera per chiedere al ministro dei Trasporti cosa intenda fare per convincere Bruxelles ad erogare gli incentivi per gli anni 2010-2011. Nella richiesta di interpellanza si fa riferimento al fatto che gli automezzi pesanti che frequentavano le Autostrade del mare erano 1.500.000 e che tale soglia potrebbe essere ulteriormente incrementata del 50% a tutto vantaggio dell’economia. Tant’è che in subordine si chiede sempre allo stesso ministro – ma anche a quelli dell’Economia e dell’Ambiente – quali altri provvedimenti si intendano adottare per il futuro, in particolare per il triennio 2012-2014, se da Bruxelles (come sembra probabile) arrivi un diniego netto rispetto al passato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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