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Uggè avverte il governo: «se aumentano i pedaggi non possiamo controllare proteste spontanee»

7 dicembre 2012
La voce era circolata già alla fine di agosto, ma adesso ritorna con maggior forza, riveduta e corretta. Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, avrebbe intenzione di differenziare i pedaggi in relazione al livello di inquinamento dei veicoli. E fin qui, il concetto potrebbe essere anche corretto e peraltro in parte – relativamente cioè alle classi di rimborso dei pedaggi autostradali – già attuato. Ma la novità di queste ore sarebbe invece quella di applicare una sovrattassa, interamente “dedicata” al trasporto pesante, forse in virtù della convinzione che i camion siano di per sé i veicoli più inquinanti tra quelli in circolazione.
Si potrebbe disquisire su quest’ultima conclusione, visto che già circolano veicoli pesanti euro 6, ma il discorso diventerebbe complesso. Meglio riportare invece il colorito e articolato commento fornito da Paolo Uggè, rispetto a questo proposta. Innanzi tutto il presidente di Fai-Conftrasporto fornisce una giustificazione della misura (definita, in verità «follia»): «mira a due ben evidenti obiettivi. Il primo a raccogliere risorse; il secondo a dimostrare che il ministero dell’Ambiente interviene a favore della salute dei cittadini, avendola particolarmente a cuore, e per questo punisce gli “inquinatori per eccellenza”, appunto i mezzi pesanti».
Molto gustoso è anche il passaggio in cui Uggè analizza come stia evolvendo nell’immaginario collettivo la figura del camion. Siccome adesso – osserva – «anche grazie alle nuove normative introdotte sui costi minimi l’incidenza negli incidenti mortali» si va appannando l’immagine del “tirrorista”, «ecco che si persegue la strada “Tirinquinatore”».
Ma è soprattutto interessante come Uggè chiami in causa diverse categorie per richiedere un sostegno su questa specifica battaglia: «Attendiamo di vedere – scrive il presidente Fai – come le case costruttrici reagiranno di fronte a questa “brillante idea” che avrà ripercussioni anche sui loro già deficitari bilanci ma anche la committenza che perderà in competitività sui mercati esteri oltre che sui consumi interni che si ridurranno ancora per effetto degli incrementi sui prezzi finali che, anche se non necessari, si determineranno come in ogni occasione».
Al ministro delle Infrastrutture, invece, riserva una sorta di avvertimento: «stia bene attento a non condividere questo colpo di mano di fine anno. Noi non ci sentiamo di garantire, e per senso di responsabilità lo diciamo ora, alcun potere di controllo su proteste spontanee».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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