LOGISTICA

Quaderno 22 del FLC: «Il futuro della city logistics è negli ITS»

7 dicembre 2012
È nelle città che vive il 70% della popolazione e si forma l’85% del PIL. Ma congestione e inquinamento urbani rallentano la produzione incrementando i costi, frenando la competitività delle imprese, gravando su ambiente, salute e incolumità dei cittadini. La city logistics o, come si dice oggi, la smart city può contribuire a ridurre tali costi, razionalizzando la mobilità delle merci nelle aree metropolitane: di questo parla il 22° Quaderno del Freight Leaders Council, dal titolo Accessibilità, distribuzione urbana e mercato della logistica», presentato il 5 dicembre a Roma, nel corso di un convegno nel quale sono stati anche consegnati i Premi Lean and Green 2012 alle imprese di logistica che hanno avviato un programma di riduzione dell’impatto ambientale, riducendo al tempo stesso i costi di gestione.
Il Quaderno è stato presentato con un dibattito, introdotto dal curatore dello studio, Massimo Marciani, di FIT Consulting, al quale hanno partecipato Antonio Malvestio, presidente del Freight Leaders Council e Supply Network Operations Associate Director per l’Europa occidentale di Procter&Gamble, Valentina Nicolucci, External Relations & Communication Public Affairs di Iveco, Enrico Finocchi, direttore generale per l’autotrasporto e l’intermodalità del ministero per le Infrastrutture e i Trasporti e Carlo Medaglia, dell’Università La Sapienza di Roma.
Il documento del FLC individua le criticità del trasporto urbano delle merci che impediscono di avviare un vero e proprio sistema di trasporto sostenibile, nella mancanza di coordinamento tra i diversi soggetti che vi operano, le risposte soltanto limitative delle amministrazioni pubbliche, la scarsa accessibilità delle aree urbane, la prevalenza (87%) del conto proprio sul conto terzi con un conseguente aggravio di costi di 4 volte superiore in termini di tonnellate trasportate e di 5 volte in termini di tonn/km.
Il Quaderno del FLC, però, non si limita come di consueto a diagnosticare la malattia, ma propone anche alcune terapie per favorire una razionalizzazione del trasporto delle merci nelle città: la principale è la maggiore diffusione dei sistemi intelligenti di trasporto (ITS) che possono consentire una gestione efficace che riduca i viaggi a vuoto, prenoti gli stalli per carico e scarico, «dialoghi» con le infrastrutture di transito, indirizzi i mezzi lungo le direttrici meno trafficate, ne tracci il movimento in modo da poter intervenire tempestivamente in situazioni d’emergenza.
Gli ITS, tuttavia, hanno bisogno di essere accompagnati da politiche selettive che non si limitino a divieti di circolazione, ma regolino gli accessi in base al tipo di veicolo, alla sua vetustà, al tipo di merce, alle fasce orarie e così via, incentivino il rinnovamento del parco veicoli, creino nuove infrastrutture materiali (transit point) e informatiche. Il documento raccomanda anche il recupero della ferrovia leggera di superficie, finora trascurata, nonostante il trasporto ferroviario delle merci in città garantisca, non solo grandi fattori di carico ed economie di scala, ma anche facilità di accesso e uscita dai centri urbani, oltre alla possibilità di trasportare le consegne direttamente all’interno dell’ultimo miglio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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