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INPS: confermata la durata dell'indennità di mobilità fino al 2014, mentre la CIGS atterra anche nel trasporto aereo

10 gennaio 2013
La riforma Fornero crea qualche dubbio rispetto alla creazione dell’Assicurazione sociale per l’impiego (ASPI, anche in versione mini), inaugurata il 1° gennaio 2013, e in vista dell’abrogazione dell’indennità di mobilità a partire dal 1° gennaio 2017.
Il problema in particolare riguarda la cancellazione dei lavoratori dalle liste di mobilità e quindi la predisposizione del meccanismo per cui gli stessi, ricorrendone i presupposti, debbano godere dell’ASPI o della mini ASPI.
La riforma al riguardo aveva previsto un regime transitorio in cui si stabiliva che dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2016 si riducesse gradualmente la durata dell’indennità. Con una circolare del 7 gennaio l’Inps precisa che almeno fino al 31 dicembre 2014, in realtà, tutto rimane com’era, mentre le riduzioni partiranno soltanto dal 1° gennaio 2015. Inoltre, lo stesso istituto rammenta una serie di principi in materia, che rimangono validi anche nel corso del regime transitorio. E cioè che:
- la durata della prestazione non può essere superiore all’anzianità aziendale;
- i requisiti oggettivi e soggettivi del lavoratore rimangono i medesimi;
- la domanda per ottenere il trattamento va presentata, a pena di decadenza, entro il termine di 68 giorni dalla data del licenziamento;
- l’importo della prestazione si calcola sulla base della retribuzione teorica;
- le questioni legate a incompatibilità, compatibilità, cumulabilità e assegni familiari restano confermate.
 
Infine, l’Inps illustra le ipotesi di decadenza per i lavoratori dall’indennità di mobilità nonché da indennità o sussidi la cui corresponsione è collegata allo stato di disoccupazione o inoccupazione e ricorda l’abrogazione della dichiarazione di immediata disponibilità, fino al 18 luglio 2012 richiesta a tutti i destinatari di qualsiasi trattamento previdenziale.
Per ogni dettaglio e in particolare per tutto ciò che riguarda i requisiti soggetti e i settori a cui dal 1° gennaio viene estesa la corresponsione del trattamento straordinario di integrazione salariale (imprese esercenti attività commerciali, con più 50 dipendenti fino a 200; agenzie di viaggio e turismo con più di 50 dipendenti; imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti) si rinvia alla circolare che trovate in allegato
Si sottolinea invece che dal 1° gennaio si estende l’applicazione della cassa integrazione guadagni straordinaria anche alle:
a) imprese di trasporto aereo
, a prescindere dal numero di dipendenti;
b) imprese del sistema aeroportuale, a prescindere dal numero di dipendenti.
E con l’aria che tira all’Alitalia…

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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