LOGISTICA

1,7 mln di TEU e 100mila carri movimentati in un anno: gli interporti lanciano un segnale alla politica

10 gennaio 2013
C’è crisi! E questo è innegabile. Eppure, ci sono motori che girano a dispetto dell’andamento economico e che anzi potrebbero girare ancora più velocemente se rese funzionali a una macchina mossa da strategie univoche e ben definite. Tra questi motori ci sono gli interporti, supporto necessario di quel trasporto intermodale tanto auspicato a parole, ma troppo poco favorito nei fatti. La loro velocità di viaggio è così sintetizzata dall’Unione Inteporti Riuniti: nel 2011 sono stati movimentati oltre 1,7 mln di TEU, poco meno di 1 mln di UTI, poco più di centomila carri ferroviari.
Ma questo motore può girare ancora più velocemente. E a confermarlo c’è il dato che a fronte dello spazio su cui oggi opera il complesso degli interporti – vale a dire circa 22 milioni di mq di aree infrastrutturaleci sono ulteriori 10 milioni di mq disponibili per un’espansione nel breve-medio periodo.
Questi e altri dati sono stati raccolti nel Rapporto «Il Sistema Interportuale Italiano – 2012», che sarà diffuso nelle prossime settimane (a Roma, alla stampa, il 23 gennaio). Un rapporto utile non soltanto perché fornisce un’istantanea sull’incoraggiante stato di salute degli interporti e sul loro importante contributo all’economia del Paese, ma anche perché può aiutare «il governo che verrà» a comprenderne le potenzialità di sviluppo e quindi a incoraggiarle con politiche adeguate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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