LEGGI E POLITICA

Schermaglie tra associazioni dell'autotrasporto: secondo Uggè la CNA intende cancellare i costi minimi

16 gennaio 2013
Anche l’autotrasporto, a vedere le schermaglie tra le associazioni di categoria, sembra essere entrato in campagna elettorale. Qualche settimana fa la presidente di CNA Fita, Cinzia Franchini, a proposito di Ecobonus, invitava direttamente il presidente di Fai-Conftrasporto, Paolo Uggè, a rinunciare «a facili protagonismi alimentando sterili polemiche su chi ha fatto prima e meglio. All’autotrasporto, così malconcio, non servono padri nobili. Chi oggi si pone come unico interlocutore strumentalizza tematiche delicate per una personalissima visibilità disprezzando il buon senso di chi come Anita, CNA-Fita e tanti altri lavorano nell’ombra per migliorare le condizioni d’operatività delle imprese di autotrasporto italiane».
Lo stesso Uggè ha risposto dal sito di Conftrasporto, precisando prima che non ha «nessuna volontà di protagonismo nei confronti di organizzazioni che lavorano in silenzio e nell’ombra», per poi aggiungere che «chi ha innescato l’inutile polemica dovrebbe ricredersi e scusarsi dopo la smentita della parlamentare europea onorevole Serracchiani che ha confermato come purtroppo non si registrino ancora passi in avanti sulla vicenda».
Partita chiusa? Neanche per sogno, perché cambiando terreno d’azione – stavolta addirittura un post su Facebook – sempre Paolo Uggè alza il livello dell'attacco puntando dritto alla CNA. In particolare denuncian il fatto che l’associazione degli artigiani «sta mettendo in discussione la politica della sicurezza dell’autotrasporto determinata dal rispetto dei costi incomprimibili che derivano dalle regole sulla sicurezza sociale della circolazione».
Illazioni? Non proprio. Secondo Uggè una tale interpretazione «la si evince dalla richiesta che la CNA sta sostenendo con forza, di eliminare dal documento che Rete Imprese Italia sta elaborando ogni riferimento ai costi della sicurezza del mondo del trasporto».
Adesso la palla torna dall’altra parte del campo. Almeno fino a quando il Tar – in veste di giudice – non decreterà la fine della partita.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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