FINANZA E MERCATO

Piccoli autotrasportatori si aggregano: muove da Mantova un network per trasporto del fresco

22 gennaio 2013
La necessità, anche purtroppo quella indotta dalla crisi, aguzza l’ingegno. Così pure l’autotrasporto italiano sembra prendere consapevolezza che il proprio tallone d’Achille poggia sulla polverizzazione imprenditoriale, quando invece aggregandosi, mettendosi insieme, facendo rete accrescerebbela propria competitività e la propria forza contrattuale.
Un esempio di tutto questo arriva oggi dalla provincia di Mantova, per la precisione da Pomponesco, dove è sorto, su iniziativa di Daniele Panizzi, titolare della Emil Speed Messaggerie, un network aggregativo. La cosa interessante è che non si tratta di un’alleanza generica tra più imprese, ma di una fattiva collaborazione basata sull’agire nel medesimo settore merceologico, quello del trasporto a temperatura controllata di generi alimentari. In pratica è una rete di collaborazioni imprenditoriali tra piccole imprese, tenute insieme da un contratto operativo ad hoc, che prende il nome di Distribuzione Italiana Freschi.
Per la precisione il network ha in dotazione 32 magazzini nel Centro-Nord Italia e 5 hub territoriali che funzionano come centri di raccolta e di smistamento delle merci da trasportare. L’Italia è coperta per buona parte: Milano, Padova, Bologna, Teramo, Napoli.
All’interno di ogni hub vengono ottimizzati i carichi e equilibrati i viaggi per i singoli trasportatori che fanno riferimento a quella zona. L’idea in pratica è quella di aggregare all’interno di ogni hub quanta più merce possibile, fornendo l’opportunità agli aderenti al network di non andare direttamente in consegna (percorrendo tanti chilometri non a pieno carico), ma di lasciare la merce per una data destinazione presso l’hub, in modo che possa essere unita ad altra merce con medesimo destino.
Panizzi spiega che comunque «ogni imprenditore manterrà la propria autonomia. Ma, sfruttando appieno le potenzialità della rete, si potranno ridurre le percorrenze e il numero di viaggi a vuoto. Meno chilometri percorsi significherà non solo risparmi sui costi, ma anche minore smog. Aumentando inoltre la massa critica, potremo diventare sempre più competitivi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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