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Uggè (Fai-Conftrasporto) attacca il ministero per le «troppe» circolari

30 gennaio 2013
Con l’entrata di Assotir in Conftrasporto e con la pacificazione tra Fai e CNA-Fita si va sempre più concretizzando un sogno di tanti trasportatori: avere come settore un unico organismo di rappresentanza. Fuori in pratica rimangono soltanto Anita, Fedit e Trasportounito. E in effetti rispetto ad Anita, parliamo di aziende strutturate e di maggiori dimensioni, e rispetto a Fedit di imprese attive nell’attività di corriere e di spedizioniere. E quindi, in entrambi i casi, con interessi non sempre convergenti con quelli di altre organizzazioni. Anche se mai dire mai…
Mentre però all’interno della categoria si respira un’aria pacifica e olimpica, i rapporti tra ministero e associazioni mostrano tensioni al massimo livello. Dalla direzione generale del ministero nelle ultime settimane del 2012 era partita una circolare interpretative sul trasporto cisternato accolta con qualche fastidio, neppure troppo malcelato, sia tra le imprese che all’interno delle associazioni di categoria.
Alla fine, dopo che nelle prime settimane del 2013 era comparsa un’altra circolare che sottolineava la possibilità di ricorrere alla procedura del comma 9 dell’art. 83 bis per i soli contratti non scritti, il presidente di Fai-Conftrasporto, Paolo Uggè, non è riuscito più a trattenersi. E dopo aver fatto un sottile riferimento al fatto che il ministero, nell’emanare queste circolari, evita di confrontarsi con le parti sociali, dice in maniera esplicita che «le interpretazioni di natura giuridica ... sarebbe bene fossero lasciate ai giudici» perché «interpretare disposizioni di legge, oltretutto su temi controversi, può essere rischioso».
Ma il vero affondo Uggè lo lancia quando «consiglia» a chi si occupa di queste «interpretazioni rischiose» di sforzarsi invece «per concludere i lavori sulle normative relative ai controlli che non riescono a formalizzarsi tra i vari soggetti obbligati ad effettuarli. Magari così si potrebbe evitare segnalazioni per omissione di atti d’ufficio».
Quindi, il presidente della Fai chiarisce di aver ricevuto mandato, «a procedere con le formalità necessarie a segnalare quelle che noi valutiamo essere vere e proprie omissioni».
Insomma, lo scontro c’è ed è forte. Vedremo a questo punto come si andrà avanti. Senza dimenticare, comunque, che nelle stanze ministeriali tra qualche settimana arriverà un nuovo inquilino.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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