FINANZA E MERCATO

Trieste, forte di un +45% in due anni, presenta i dati dei porti del Nord Adriatico

1 febbraio 2013
Quando ci si sente bene, sicuri ed efficienti è giusto mettersi in vetrina. E così ieri, 31 gennaio, il presidente dell’APT di Trieste, Marina Monassi, forte di una crescita nella movimentazione dei TEU nel porto di Trieste del 45% negli ultimi due anni, ha chiamato nella città giuliana una delegazione di europarlamentari del Gruppo Socialisti e Democratici, tra cui figurava l’on Debora Serracchiani – che in questa regione è di casa – e l’on. Inés Ayala Sender – personaggio di grande peso rispetto alle infrastrutture, essendo titolare del rapporto sul finanziamento dei corridoi europei – per mettere a fuoco le ulteriori potenzialità dello scalo.
Ma vediamoli allora i dati di tutto il Nord Adriatico che evidenziano appunto lo stato di salute di Trieste.

Porto        Teu 2010    Teu 2012    diff. % 2010-12   diff. % 2011-12
Ancona      110.395     N.A.                 N.A.                  N.A.
Ravenna    183.577     207.500          1,30%             -3,64%
Trieste       281.643     408.023         44,87%              3,77%
Venezia      393.913     429.893          9,1%               -6,21%
Koper         476.731     572.263         20,03%             -2,89%
Rijeka        137.048     178.837          30,49%             18,69%  

Sommando i numeri da Ravenna in su, viene fuori che nei porti del Nord Adriatico transitavano nel 2010 1.472.894 TEU, che sono diventate 1.796.516 nel 2012.
Commentando i risultati Monassi ha voluto sottolineare il grande lavoro fatto da APT e Adriafer sull’intermodalità ferroviaria, coerentemente con le strategie della UE, ribadita anche di recente. Ma anche lanciato una stoccata all’ad di Rfi, Mauro Moretti, ricordando che «il progetto di lay-out ferroviario gli è stato inviato il 24 dicembre scorso, ma evidentemente Moretti non legge la posta».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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