UFFICIO TRAFFICO

L'inquinamento dei camion UE ci costa 43 mld. Con veicoli euro 5 si ridurrebbe del 50%

4 marzo 2013
L’Agenzia europea per l’Ambiente (AEA) dichiara guerra al trasporto pesante. Facendo due calcoli, infatti, ha appurato che dei quasi 100 miliardi di euro prodotti ogni anno dall’inquinamento atmosferico causato dal trasporto su strada, ben 43-46 miliardi sono imputabili ai veicoli pesanti. Per la precisione gli automezzi pesanti sono responsabili del 40-50% dell'inquinamento da ossido di azoto (NOx) dei paesi europei. Anche se – sottolinea l’AEA – non è possibile generalizzare. In alcuni paesi, infatti, dove la densità di popolazione è maggiore, dove non esistono sbocchi sul mare o aree montuose in cui è più facile la dispersione degli agenti, i costi da inquinamento sono molto maggiori che altrove, in quanto.
In Svizzera o nell’area padana, cioè, l’inquinamento ristagna maggiormente che non a Cipro o a Malta. Ma dotarsi di uno sbocco al mare o creare una regione montuosa per ridurre l’inquinamento è molto complicato. Più facile cercare di ridurre i costi da inquinamento atmosferico lavorando sul ringiovanimento del parco circolante. Anche questo lo dice l’AEA: secondo i calcoli dell’associazione gli autocarri euro IV (e quindi con già sei anni di vita sulle spalle) e quelli euro V (di almeno tre anni) provocherebbero rispettivamente il 40 e il 60% di costi esterni in meno sugli stessi corridoi di trasporto. Peccato che non vengono presi in considerazione gli euro VI, perché a quel punto il taglio dei costi sarebbe stato molto probabilmente in tripla cifra.
Insomma, basterebbe incentivare l’acquisto di nuovi veicoli per dare un taglio all’inquinamento, soprattutto in quei contesti – come l’Italia – in cui i veicoli euro 0 pesano per quasi il 50% (fonte ACI). Senza considerare che – come giustamente sosteneva Eleuterio Arcese, presidente di Anita e titolare di una delle maggiori imprese di trasporti in Italia, in uno dei convegni del Transpotec di Verona, lo scorso 1 marzo – l’operazione di incentivi non sarebbe nemmeno un cattivo affare per le casse dello Stato, visto che ogni euro speso genera un ritorno diretto per l’erario sotto forma di iva, per ora posizionata sul 21%. Dagli torto…

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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