UFFICIO TRAFFICO

Sospesa la protesta siciliana di Aias e Forconi in calendario per l'11 marzo prossimo

9 marzo 2013

 

Il Movimento dei Forconi e l'Associazione degli Autotrasportatori Siciliani Aias hanno sospeso il programmato fermo regionale dei servizi di autotrasporto annunciato per lunedì 11 marzo; nessun blocco della circolazione dei camion, ma solamente "punti di sensibilizzazione sulle strade". I rappresentanti del movimento sottolineano però che il fermo è solo rinviato.
Nei giorni scorsi il consigliere comunale di Incontriamoci, Gino Puccia, aveva scritto al governatore della Sicilia, Rosario Crocetta e al sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, per chiedere di scongiurare lo svolgimento di un evento che avrebbe messo nuovamente in ginocchio l'intera isola. Puccia, ha raccolto il timore di decine di concessionari, commercianti e produttori agricoli che operano quotidianamente all'interno del mercato ortofrutticolo di contrada Fanello, secondo i quali il verificarsi di uno sciopero a scala regionale sarebbe la fine per l'economia dell'intera isola. I danni per il mercato di Vittoria e l'intero settore agricolo isolano sarebbero deleteri.
Le associazioni organizzatrici ci tengono a precisare che non hanno «intenzione di creare disagio ma di manifestare tutto il nostro disappunto perché non ne possiamo più di una politica inconcludente e litigiosa, capace di darsi sulla voce l'un l'altro, di pensare ai massimi sistemi perdendo di vista quel che invece drammaticamente è sotto gli occhi di tutti: in questa nostra Italia la fame avanza e il malcontento cresce». 
Peraltro Mariano Ferro, fondatore del movimento dei Forconi, specifica che i presidi in tutte le province della Sicilia, devono avere una «connotazione solo informativa: faremo volantinaggio, parleremo con chi vorrà ascoltarci. Per venti giorni andremo avanti così, per dare il tempo alla politica nazionale e regionale di dare risposte concrete a domande sempre più connotate dal dramma del bisogno. Ma se entro fine mese queste risposte, certe, concrete e subito esigibili, non arriveranno, allora la musica cambierà». 
Un passo indietro è stato invece fatto già la settimana scorsa da Aitras, Assiotrat e TrasportoUnito che hanno dichiarato espressamente di non partecipare al fermo «rimanendo comunque in stato di agitazione in attesa dell'insediamento del governo nazionale e rassicurando gli agricoltori che potranno continuare a spedire le loro merci». In pratica, c’è piena condivisione sulla ragioni che muovono la protesta, ma viene giudicato inopportuno il momento, visto che di fatto manca un governo cui indirizzare le rivendicazioni. Proprio per questo da parte di queste associazioni viene rivolto un invito a quelle già sul piede di guerra di spostare in avanti la protesta, magari prima dell’estate e quindi con un esecutivo già insediato.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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