FINANZA E MERCATO

Meno richieste, più soldi rimborsati: il paradosso (apparente) delle accise

26 marzo 2013
Strani giorni per l’autotrasporto. Dati in apparente contrasto mostrano un mondo magmatico che, per essere afferrato, ha bisogno di chiavi interpretative non sempre razionali. Prendiamo il gasolio: a gennaio 2013 – secondo i dati dell’Unione petrolifera – i consumi di diesel sono calati del 5,3% rispetto a un anno fa. È un evidente segno che la congiuntura economica è sfavorevole. Si gira meno e quindi si consuma meno carburante. Il tutto ha un senso. 
Nulla di strano quindi se si appura che nel 2012 sono diminuite pure le domande di rimborso delle accise. Non però del 50%, come si era detto inizialmente, ma di un 15%. Che comunque, non è poi così poco. 
 I numeri per la precisione sono questi: nel 2009 i rimborsi sono stati circa 28 mila; nel 2010, 27 mila; nel 2011, 26 mila e 500; nel 2012, riferendosi solo al primo trimestre gennaio/marzo, 24 mila.
Non si tratta comunque soltanto di un calo dei consumi. C’è anche una diminuzione del numero delle aziende, cui va aggiunto molto probabilmente il timore dei controlli fiscali. Molti cioè pensano che la domanda di rimborso e quindi la quantificazione di quanto consumato, esponga al rischio di non congruità rispetto agli studi di settore.
Ma non è finita. Perché l’ultima stranezza la si incontra rispetto al «quanto» viene rimborsato. A spanne, cioè, a fronte di un calo del 15% delle domande si potrebbe presumere che anche l’ammontare dei rimborsi sia diminuito. Invece no. Perché non soltanto è aumentato, ma è addirittura schizzato del 300%. Per la precisione nel 2009 venivano rimborsati 83 milioni e 600 mila euro, nel 2010, 82 milioni e 500 mila; nel 2011, 270 milioni e 300 mila; nel 2012 (dati disponibili solo per il primo trimestre), 155 milioni e 500 mila, quindi con proiezioni sull’anno (in pratica bisogna moltiplicare per quattro) veramente eclatanti. Come è possibile?
Semplice, basta andare a vedere quanti aumenti di accise si sono susseguiti negli ultimi anni. E siccome il monte accise pagato dall'autotrasporto a livello europeo rimane sempre lo stesso, ecco perché ogni qualvolta a livello nazionale vengono stabilite nuove accise, gli autotrasportatori si trovano a pagare di più alla pompa, ma vedono anche tornare indietro maggiori rimborsi. 
 Ebbene, dal 2011 queste sono state le nuove accise:
da 0,0071 a 0,0055 euro per finanziamento alla cultura nel 2011 
0,04 euro per far fronte all'arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011 
0,0089 euro per far fronte all'alluvione di Liguria e Toscana del novembre 2011 
0,082 euro per decreto "Salva Italia" nel dicembre 2011 
0,02 euro per far fronte al terremoto dell'Emilia del 2012. 
Complessivamente il totale delle accise arriva a 0,41 euro, che diventano 0,50 aumentate dell’Iva. Ma si può salire anche di più se si considera l'opportunità concessa alle Regioni di imporre accise anche a livello locale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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