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Scania vuole l’etanolo da uva

9 aprile 2013
Scarti di vendemmia. Riciclandoli in Francia producono etanolo. Scania lo ha testato e verificato i benefici ambientali. E chiede al governo di Parigi di autorizzarne la commercializzazione con un'accisa adeguata alla scarsa resa del carburante

Scania è sotto la luce dei riflettori per le sue novità motoristiche V8 di seconda generazione da 450 e 490 cv Euro 6, capaci di ridurre i consumi del 2%. Ma non solo. Tra le sue attività sul fronte della sostenibilità ambientale ci sono cose di natura diversa. Molto curiosa, per esempio, l’iniziativa di Scania France (a cui fa capo lo stabilimento di produzione di Angers, dove lavorano circa 500 persone) che ha rivolto una pressante sollecitazione al governo di Parigi affinché autorizzi la commercializzazione permanente del carburante ED95, composto per il 95% da etanolo ricavato da prodotti vegetali e per il 5% di additivi.
I prodotti naturali impiegati sono i residui della vendemmia con i quali la società francese Raisinor ricava appunto etanolo utilizzabile come carburante per i motori diesel.
Negli ultimi due anni sono stati compiuti diversi test in materia, con la partecipazione della Scania, della catena di supermercati Carrefour, della società di distribuzione Staf e di Raisinor. Tre camion Scania hanno lavorato per la distribuzione delle merci nell’area della zona parigina, verificando l’efficacia della soluzione.
L’interesse dell’operazione è nella piena compatibilità ambientale del carburante. Le emissioni di CO2 dei motori alimentati con l’etanolo ricavato dai raspi di uva sono inferiori del 70% rispetto a quelle degli stessi propulsori funzionanti a gasolio. O meglio, le emissioni sono calcolate in questa misura perché si tratta di CO2 biogenico, di origine vegetale, e in quanto tale non considerato.
I motori così alimentati rendono parecchio meno rispetto all’alimentazione a gasolio (il consumo cresce dal 40 al 65%) ma i vantaggi ambientali sono molto rilevanti.
L’utilizzo del carburante ED95 è già consentito in diversi altri Paesi (Svezia, Norvegia, Finlandia, Spagna, Olanda, Belgio, Germania e Italia), mentre in Francia è solo consentito per uso sperimentale. La richiesta della Scania France mira appunto a ottenere il riconoscimento dell’etanolo da uva tra i carburanti alternativi, con opportuno trattamento fiscale che tenga conto appunto del maggior consumo necessario. Oggi lo Stato francese sottopone l’etanolo allo stesso trattamento fiscale del gasolio, rendendo il suo impiego impraticabile economicamente.
Già due anni fa la Scania aveva svolto dei test di tre mesi, con tre camion alimentati a etanolo e i risultati erano stati positivi (sempre considerando un trattamento fiscale adeguato). Ora arriva la richiesta convinta da parte della Scania France.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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