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MAN TGX EL Euro 6: l’efficienza dopo l’evoluzione

19 aprile 2013
Qualche ritocco estetico e tanta tecnologia sotto il cofano: ecco il TGX Euro 6 di Man, in versione EfficientLine. UeT lo ha testato sull’Autobrennero per capire se, anche dopo il rinnovo della motorizzazione, conserva gli stessi parchi consumi dell’Euro 5
È il trattore stradale che ha permesso a Man di essere l’unico costruttore estero a vantare un aumento delle quote di mercato in Italia. La sua cabina, fino all'arrivo dei nuovi Mercedes-Benz e Volvo, era la più recente sul mercato e questo spiega perché il passaggio all'Euro 6 sia stata più un’evoluzione tecnologica, concentrata sulla parte meccanica ed elettronica, che di design. Ecco perché la prima sensazione approcciando questo TGX è che non sia cambiato niente.

Le novità all’esterno
In realtà alcuni cambiamenti sono imposti dai tempi. I motori Euro 6, infatti, hanno bisogno di più grandi superfici radianti e questo ha portato a una revisione della zona frontale del veicolo, occasione utile per riposizionare il nuovo logo della casa in maniera più dominante, al centro della modanatura cromata che sovrasta la superficie nera lucida
Qualche perplessità crea semmai la zona sottostante che, proprio per dare più aria ai radiatori, lascia ampi spazi di aerazione, una sorta di «buco nero» che forse meritava maggiore attenzione da parte del designer. Lateralmente invece la cabina non presenta sostanziali differenze rispetto alla serie precedente.

L’interno cabina 
A bordo il comfort alla guida è quello di sempre, gli spazi della cabina sono generosi e anche la prova fonometrica conferma che non ci sono ricadute malgrado le diverse dotazioni che operano attorno al nuovo motore. 
Nell’uso pratico i comandi del veicolo confermano la loro intuitività ed ergonomia, magari il monitor del cruscotto potrebbe essere di dimensioni maggiori, ma le informazioni sono ugualmente chiare. Ma soprattutto, una volta a contatto con l’asfalto e in particolare sui pendii dell’Autobrennero, la generosità del 6 cilindri MAN non è per niente soffocata dai limiti alle emissioni, anzi non sembra aver perso proprio niente della brillantezza dell’Euro, 5 nonostante la sua complessità.   

Sotto la cabina
A cabina ribaltata, il sei cilindri di 13 litri trasmette un senso una sensazione di grande ordine misto a stupore. Un motore Euro 6, infatti, ce lo si immagina complesso e un po’ caotico, mentre qui, anche visivamente, il vano motore è un esempio di razionalità, nonostante l’ampio numero di apparati e di centraline che si avviluppano attorno al monoblocco. Forte della doppia esperienza con entrambe le tecnologie EGR e SCR, MAN ha deciso di far interagire entrambe le tecnologie per rispettare le norme Euro 6, come del resto hanno fatto tutti i costruttori (escluso Iveco). 
Oltre ai consumi di carburante - rimasti sostanzialmente in linea con quelli dell'Euro 5 - si è puntato anche a contenere quelli di urea (50% in meno rispetto all'Euro 5), contenere a 120.000 gli intervalli di manutenzione, contenere l'aumento di peso in appena 200 kg dell’intero sistema (ricircolo gas di scarico, sovralimentazione biturbo, intercooler con refrigeratore aria-acqua intermedio e principale e silenziatore di scarico con filtro CRT).

Per saperne di più sulla prova e sul veicolo: Uomini e Trasporti, n. 287 di maggio 2013

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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