FINANZA E MERCATO

Tassazione dell'autotrasporto in Europa: secondo l'Ocse l'Italia non è tra i paesi più cari

29 aprile 2013
La pressione fiscale sull’autotrasporto italiano è superiore a quelli di altri paesi europei? Secondo l’OCSE non è così vero, anzi valutando tutta una serie di parametri – tasse sul possesso dei veicoli, accise carburante, tasse di esercizio e pedaggi – pone l’Italia in una fascia media, quasi tendente al basso. Per la precisione l’Ocse, nel documento «Road haulage charges and taxes» (discussion paper 2013, n. 8), ha comparate le tassazioni relative a un veicolo standard (un trattore-semirimorchio da 2+3 assi da 40 tonnellate ed emissioni Euro 4) al fine di valutare il livello di armonizzazione fiscale tra 29 paesi europei. 

Rispetto alla tassa di possesso il livello medio è di 1.417 euro all'anno, con oscillazioni però molto consistenti tra paese e paese. In Italia è di 825 euro l’anno (livello medio, perché la sua definizione non è statale ma regionale), mentre in Irlanda schizza a quota 4.833 euro, mentre in Slovenia – in cui non esiste una tassa che abbia tali caratteristiche – il valore si ferma praticamente a «zero». In Germania tale tassa risulta scontata per chi dispone di veicoli euro 5. 

Riguardo alle accise sui carburanti, visto il livello minimo fissato a livello europeo di 0,33, il livello dei diversi paesi oscilla tra 0,40 e 0,50 euro per litro. Vanno più su il Regno Unito e la Svizzera, con 0,72 e 0,63 euro, l’Italia si ferma a 0,44 euro al litro, quindi nella media.  

Rispetto ai pedaggi, il computo appare un po’ complicato. Premesso che le eurovignette esistono soltanto in cinque paesi (Belgio, Olanda, Lussemburgo, Danimarca e Svezia), l’Ocse ha conteggiato che nel complesso il mercato dei pedaggi di accesso alle reti per il trasporto stradale vale circa 10 miliardi di euro ogni anno e che in media l'ammontare netto dei pedaggi pagati per km è di 0,20 euro. In Svizzera si va molto più in alto (0,61 euro/km), mentre in Lussemburgo, Lettonia, Lituania e Romania si scende intorno allo 0,11 euro/km. L'Italia viaggia intorno allo 0,13 euro/km.  Rispetto al costo per tonnellata/km, invece, l'ammontare netto pagato per pedaggi e diritti fissi è pari a 0,005 euro a ton/km.
Anche se in questo settore può essere complicato valutare un costo medio, un po’ perché esistono scaglioni di sconto più o meno rilevanti, un po’ perché bisognerebbe valutare anche cosa si compra con l’accesso alla rete e quindi verificare anche la velocità media a cui l’infrastruttura consente di viaggiare. E l’Italia da questo punto di vista non fa faville. Senza considerare l’impatto che sui pedaggi producono i transiti alpini, che di fa trasporto internazionale in Italia non può praticamente evitare.

In conclusione, valutando tutti i dati, ll'OCSE stima che un'impresa di autotrasporto paghi 84 euro per trasporto nel Paese di registrazione. I più bassi livelli di imposizione si registrano in Romania, Lettonia e Lituania, con un carico per viaggio di 44 euro, mentre i paesi con il carico fiscale più elevato sono Gran Bretagna, Cechia, Germania, Austria e Svizzera, con un valore per carico superiore ai 100 euro. E l'Italia non compare in questo gruppo ma staziona intorno alla media. Se può essere una consolazione...

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home