LOGISTICA

Il governo stanzia oltre 100 milioni per Piombino: un'occasione per il porto e per il settore logistico

29 aprile 2013
Ci sono buone notizie per il porto di Piombino. L’ultimo Consiglio dei ministri del governo Monti ha approvato un decreto che dichiara la cittadina toscana «area di crisi industriale complessa» e in più fornisce indicazioni e fondi per una serie di lavori sul porto e per  nfrastrutture dell’entroterra. Il tutto anche in vista del probabile arrivo della Costa Concordia.

Ma procediamo con ordine. Innanzi tutto il piano di ammodernamento dello scalo, che non viene definito dal governo ma è già presente nel Piano regolatore del porto. Il fatto nuovo è che viene assegnato al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, l’incarico di commissario straordinario per attuare i lavori, che a questo scopo collaborerà con il comune di Piombino e l’Autorità portuale locale. Ma di quali lavori si tratta? 
In particolare si ricorda il dragaggio dei fondali per aumentarne la profondità, il completamento dello svincolo fra la Tirrenica e il porto, un nuovo banchinamento comprensivo del molo foraneo con almeno un accosto per navi rinfusiere di grandi dimensioni, il risanamento dei sedimenti contaminati del porto. 
Per attivare i lavori c’è bisogno di un’intesa tra i vari enti coinvolti e a quel punto si sbloccheranno i primi 90 milioni con cui finanziare le attività. Alle risorse stanziate con il decreto, si aggiungono i 50 milioni circa già a carico della Sat per la realizzazione del primo lotto della bretella di collegamento con il porto, da Montegemoli al Gagno, che il provvedimento del governo tuttavia svincola dal progetto della Tirrenica per consentire l’anticipazione del cantiere.

Nelle intenzioni immediate del governo c’è di fornire un contributo a superare una pesante crisi industriale e occupazionale della zona, soprattutto potenziando le attività portuali e tutto il possibile indotto. Un concetto che spiega molto chiaramente il presidente dell’Authority, Luciano Guerrieri, che parla senza mezzi termini di «un deciso salto di competitività per il porto di Piombino e per le attività logistiche e industriali del territorio». «Con queste dimensioni – aggiunge Guerrieri – il porto potrà consolidare i propri traffici ed acquisirne di nuovi in settori finora non esercitati come quello delle manutenzioni e riparazioni navali o i traffici crocieristi». 

Per realizzare tutte le opere occorrerebbero normalmente 2-3 anni, che potrebbero ridursi a meno di un anno viste appunto le corsie preferenziali previste nel decreto del governo. Tutto questo potrebbe compromettere il trasferimento della Costa Concordia a Piombino, previsto tra circa sei mesi? 
Da parte dei concorrenti del porto di Piombino (Civitavecchia, Genova, Palermo) si sostiene che il calendario dei lavori sarebbe un impedimento per il trasferimento. Ma Guerrieri non la pensa così. In 2-3 mesi al massimo si dovrebbero completare – nei suoi calcoli – tutte le procedure amministrative e a qual punto in 6-8 mesi si ultimerebbero i lavori. E comunque – sottolinea – nulla impedisce di stilare un calendario per cui gli ultimi lavori potrebbero essere quelli gestibili anche con la Concordia già ormeggiata nel porto. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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