UFFICIO TRAFFICO

Il camionista di Torino resta in condizioni molto critiche ma stabili

30 aprile 2013
Restano disperate le condizioni di Aldo Coppola, il camionista di 56 anni che la sera del 25 aprile è stato investito da due malviventi a cui stava cercando di impedire di rubargli il camion. Dall’ospedale CTO di Torino, in cui è stato ricoverato la notte stessa, aggiungono però che la situazione, seppure molto critica, è andata stabilizzandosi
Il quadro clinico di Coppola è infatti preoccupante. Già la notte di giovedì gli è stata amputata la gamba destra sotto al ginocchio, mentre quella sinistra – letteralmente polverizzata in alcuni punti – è stata sottoposta a un lungo intervento nel disperato tentativo di salvarla. Sull’esito di tale intervento è presto per potersi esprimere, ma già ieri comunque è iniziato un ciclo di sedute in camera iperbarica che dovrebbe favorire il recupero dell’arto. 
In ogni caso, viste le condizioni complessive e visti pure i rischi di infezioni successivi a un’amputazione, Coppola è stato tenuto in coma farmacologico.

Intanto, sul fronte delle indagini, i carabinieri e la scientifica stanno esaminando il camion rinvenuto a circa mezzo chilometro dalla rapina, «alleggerito» del carico di barre di ferro, per individuare eventuali impronte. Un’altra pista battuta è quella invece di visionare le registrazioni delle telecamere di alcuni esercizi commerciali in zona. Per la precisione, proprio da uno di questi filmati sarebbe spuntata un’auto che pedinava il camion di Coppola già quando era di ritorno, mercoledì sera, da una consegna che lo aveva portato in Francia. 
Il 25 aprile, poi, intorno alle 22, il malcapitato trasportatore torinese – che lavora per una società abruzzese attiva anche trasporti internazionali – stava aspettando che terminasse il divieto di circolazione imposto dalla festività e a quel punto si apprestava a mettersi in viaggio per consegnare il carico che aveva nel semirimorchio tra il Piemonte e l’Emilia. E lì è stato aggredito da un numero imprecisato di persone, almeno due, ma forse anche di più.
Sembrerebbe, secondo la ricostruzione dei fatti effettuata dai carabinieri, che Coppola avesse acceso il motore e poi sarebbe sceso a verificare che l'aggancio del semirimorchio e tutto il resto fosse a posto e proprio in quel mentre i malviventi hanno tentato di introdursi nel camion. Coppola ha cercato di fermarli, ma picchiato è rimasto a terra qualche secondo, utile per i rapinatori per salire in cabina e partire. Aldo si è rialzato, ha cercato in tutti i modi di arrestare la corsa del veicolo aggrappandosi alla maniglia della cabina, ma alla prima accelerazione decisa ha perso la presa, è caduto in terra e le sue gambe sono finite sotto gli pneumatici.

Aldo Coppola ha un fratello camionista (con cui spesso lavora), una moglie e due figli di 9 e 14 anni. Fai-Conftrasporto, dal proprio sito, ha attivato una raccolta di fondi per sostenere questa famiglia. Gli interessati possono contattare gli uffici dell’associazione ai numeri delle varie segreterie.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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