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Unatras scrive a Lupi: «caro ministro è tempo di vedersi. Abbiamo tante cose da discutere»

2 maggio 2013
Tre giorni. È questo il lasso di tempo concesso dall’autotrasporto al neo ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi. Perché ad appena 72 ore dal suo insediamento è partita la missiva di Unatras, contenente gli auguri rituali, ma soprattutto una richiesta di incontro urgente.
Di cosa vuol parlare Unatras? C’è un po’ di tutto: dalle norme sui costi minimi (rispetto al quale ci si aspetta «una linea di continuità con quanto fatto dai precedenti governi») a quelle che affidano alle province la tenuta dell’Albo degli autotrasportatori (e qui ci si augura che possano «svolgere questa attribuzione»). Ma soprattutto il piatto forte è costituito dai controlli, il cui sistema va rivisto e corretto per estenderlo a tutta la filiera, dal contenimento dei costi massimi (gasolio, assicurazioni, ecc.) e soprattutto dalla partita – ancora aperta – del rimborso economico del cosiddetto «ecobonus» per il quale è pendente il giudizio della Commissione U.E. 
Sempre rispetto all’Europa, c’è il tema del cabotaggio, con la paventata liberalizzazione, rispetto alla quale – ricorda Unatras – «il nostro ministero ha già assunto in sede comunitaria una posizione di netta contrarietà». L’auspicio quindi anche qui è che «l’Italia continui a difendere le proprie imprese, così come stanno facendo molti altri Stati europei». 
A chiudere l’elenco dei cahier de doleance arriva pure il tema della spendibilità delle risorse («il relativo iter deve ancora giungere al termine»), il sistema SISTRI («c’è necessità di un approccio da rivedere completamente soprattutto in termini di semplificazione e contenimento dei costi per le imprese»). 
 Insomma, di carne al fuoco ce n’è tanta. Ora sta al neo ministro scegliere il momento in cui iniziare a «impiattarla». Si dice così, no?

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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