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Lo Scania con la laurea in economia

2 maggio 2013
Siete appassionati di Scania, ma in questi tempi grami volete economizzare la spesa? Ecco il veicolo che fa al caso vostro: il G480. Perché taglia i costi accontentandosi di una cabina appena minore ma efficiente e di un sei cilindri in versione euro 5 (da immatricolare entro l’anno), ma soprattutto affidandosi a un pacchetto di soluzioni utili per ridurre il consumo del carburante. Insomma, costa meno e consuma poco. Non è abbastanza?
Quando si parlava di Scania fino a qualche anno fa si intendeva necessariamente un V8. Senza quello il marchio sembrava valere meno. Oggi – complice la crisi – non è più così e anche un sei cilindri in linea è in grado di suscitare forti interessi. A maggior ragione se, come nel caso del veicolo che abbiamo provato, viene proposto insieme a un intero pacchetto di soluzioni che tagliano i costi di acquisto e di esercizio in maniera molto netta. 
Le soluzioni a cui facciamo riferimento sono diverse: 
- una cabina della Serie G, montata più in basso e, nel nostro caso, con tetto alto. Da tutti definita «minore», ma in definitiva confortevole tanto quanto la R;
- il sei cilindri da 480 cv in versione euro 5 e quindi non soltanto già molto collaudato, ma anche più «leggero» nell’acquisto; 
- un pacchetto chiamato Ecolution, che presenta diversi accorgimenti taglia-consumi, tra cui i profili aerodinamici sui fianchi, gli pneumatici a bassa resistenza al rotolamento e la velocità limitata a 85 km/h.   
  
Le CONDIZIONI ESTERNE sono ottimali. Alla partenza fa un po’ freddo, ma poi la temperatura sale durante la soleggiata giornata. Il percorso è il solito: dall’area di servizio di Assago, sulla tangenziale milanese, andremo fino a Pontremoli, sull’autostrada della Cisa, e ritorno. Il traffico è sempre scorrevole e anche sulla Cisa le deviazioni sono ridotte al minimo.

Sulla tangenziale milanese e nel lungo TRATTO IN PIANURA di autostrada del Sole all’andata, visto il limitatore a 85 km/h, tariamo il cruise control da 82 a 84 km/h, così da sfruttare al meglio l’interazione con il gps, che accelerare vicino a una salita, per poi rilasciare quando si arriva quasi alla sommità e sfruttare l’abbrivio in discesa. Ma una volta a metà strada, alziamo la taratura del cruise a 85 km/h e, a posteriori, riscontriamo un aumento della velocità media e un calo dei consumi.   

La posizione di guida tipico dello Scania è molto buona, con il volante ben inclinato verso l’autista. Ma in realtà nel complesso, malgrado la cabina di serie G, il comfort è di alto livello. Anzi le uniche differenze riscontrate rispetto alla serie R sono il piccolo frigo e la mancanza del tavolino davanti al passeggero. Oltre ovviamente alla presenza del tunnel, dovuto al posizionamento più basso della cabina. Che in compenso rende più agevole la salita in cabina.   
Ma IN SALITA, che il sei cilindri dà il meglio di sé. Al punto che quando passiamo sotto al cartello di Berceto – il tradizionale «Gran Premio della Montagna dove facciamo i rilevamenti comparati di tutti i veicoli – la velocità è superiore ai 66 km/h, garantiti da una 10° marcia, che fa girare il motore sui 1380 giri/min. Una performance che la dice lunga sul carattere di questo sei cilindri, in grado di trascinare senza fatica, per tutta la salita, le 44 ton del veicolo. 

Per il dettaglio di consumi, performance ed esiti complessivi del test si rinvia a Uomini e Trasporti n. 288 (giugno).

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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