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Autoclima: «Abbiamo messo al fresco sessantamila veicoli»

3 maggio 2013
Il settore dei climatizzatori da parcheggio è considerato maturo, così che il mercato si affida a nuovi prodotti per rispondere a un ventaglio di esigenze sempre più allargato. Ne parliamo con Giorgio Moffa, AD di Autoclima che con il nuovo portatile U-Go! aspira a coprire il 5% dei veicoli industriali circolanti
«È dal lontano 2003 che abbiamo contribuito a sviluppare in Italia la cultura del condizionamento da fermo. Con l’attuale gamma ‘Fresco’ abbiamo venduto e dotato di condizionatori da sosta circa l’1,5% del parco circolante di autocarri nella Penisola, pari a 60 mila veicoli sui 4 milioni di parco circolante. E percentuali analoghe le abbiamo conseguite anche in Europa». Giorgio Moffa, amministratore delegato di Autoclima, parla con soddisfazione del successo dei prodotti della sua azienda, leader del settore.
E adesso con U-GO!, l’innovativo parking cooler portatile appena sfornato, andate all’attacco di altre nicchie di mercato…
Pensiamo che, grazie alla sua portabilità, andremo a coprire fino al 5% del circolante autocarri. Il nostro target sono quei camionisti e proprietari di flotte che oggi non vogliono dotarsi di un condizionatore da stazionamento tradizionale per paura di dover modificare l’estetica della cabina o per vincoli con le società di leasing. E poi c’è il mercato statunitense, che è un serbatoio vastissimo: stiamo lavorando in questo senso alla realizzazione di un U-GO! in versione 12 V.
Solitamente la ricerca di allargamento del mercato si stimola segmentando sempre più l’offerta e tirando fuori nuove soluzioni. Sulla base di quali valutazioni avete perciò deciso di lanciare un prodotto di settore così innovativo?
I condizionatori da stazionamento come concepiti finora sono ormai prodotti maturi e in un futuro a breve termine verranno offerti dai costruttori dei veicoli come soluzione di primo impianto. Ecco che, come per il navigatore satellitare, il prossimo passo può essere quello di rendere mobile il condizionatore per trasferirlo da un veicolo all’altro. La portabilità consente alle flotte di comperare U-GO! solo in numero sufficiente per soddisfare i veicoli che lo necessitano e che realmente circolano.
Che tipi di indagini avete svolto pre-lancio? Detto altrimenti, quali tipi di esigenze avete voluto esattamente soddisfare?
Inizialmente quelle dell’autista, in cerca di un maggior confort del lavoro per aumentare il proprio rendimento. Ma ancor più ci siamo concentrati sui proprietari di flotte e sul risparmio che avrebbero ottenuto rispetto alla dotazione di condizionatori da stazionamento tradizionali per i loro mezzi. Senza contare che U-GO! può essere preso in carico direttamente dall’autista che ne diventa così il proprietario. Non necessitando di installazione, inoltre, lo si può usare anche in cabine senza forarle e senza perdere l’uso della botola, come avverrebbe per i condizionatori tradizionali.
Ma il mercato ha risposto positivamente? E a che livello di vendite vi potreste dire soddisfatti?
Il mercato in generale si è dimostrato molto interessato, ma va detto che non abbiamo ancora terminato il lavoro di semina attraverso canali di vendita completamente nuovi per Autoclima. Riteniamo che un primo obiettivo di 2000 pezzi venduti in questo primo anno potrebbe essere soddisfacente. Intanto, della pre-serie di 500 pezzi ne sono già stati consegnati circa 380/400.
Certo che investire in nuovi tipi di condizionatore in un momento di crisi del mercato è una scelta coraggiosa, alcuni direbbero azzardata…
C’è sempre bisogno di nuove idee. Un’azienda non deve fermarsi davanti alla crisi, ma dotarsi di strumenti e sviluppare capacità per guadagnarsi spazi di mercato, magari non raggiungibili con i prodotti attuali o semplicemente lasciati liberi dai concorrenti. In questo senso l’attività di post-vendita come assistenza al cliente è un punto cardine della nostra azienda e da sempre al nostro interno un certo numero di persone sono dedicate a questa azione.
Ma realisticamente il condizionatore da veicolo da fermo ha ancora aree di vendita in cui svilupparsi e crescere, anche a livello mondiale?
Certamente. Ad esempio per Autoclima lo sviluppo sui mercati stranieri è molto importante. Il nostro fatturato all’estero è pari al 35% e ci aspettiamo importanti risultati dall’Europa dell’Est, Russia in primis, così come in Giappone e in Australia, dove siamo presenti con la nostra gamma Fresco già da alcuni anni. Con l’aiuto di Autoclima do Brasil, poi, vorremmo sviluppare e far nascere in Brasile e in America del Sud la necessità di un condizionatore portatile, bypassando la fase dell’air conditioning da stazionamento classico, vincolato al veicolo.
Voi producete anche mezzi refrigerati. In un momento di recessione si dice che i settori meno esposti siano quelli del mercato alimentare, quindi anche il fresco. Dal vostro punto di vista com’è la situazione?
Produciamo prodotti destinati ai veicoli refrigerati e ai veicoli speciali che devono trasportare merci di tipo alimentare o medicale in regime di temperatura controllata. E sono soprattutto questi ultimi che hanno recentemente dato segnali positivi, anche in seguito a controlli e verifiche fatte dalla Guardia di Finanza per salvaguardare il mantenimento dei medicinali alle giuste condizioni di temperatura.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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