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Sprinter 2013: primo in sicurezza, primo in Euro 6

2 maggio 2013
C'è anche qualche spruzzata di novità fuori e dentro. Ma i piatti-forte del rinnovato furgone di Mercedes-Benz sono i motori euro 6 e la sicurezza. Parliamo infatti del primo commerciale a tagliare il traguardo dell'euro 6 e del primo ad adottare un sistema che evita lo sbandamento del veicolo dovuto ai colpi di vento
Mercedes-Benz ha il «vizio» di scappare in avanti, il gusto di essere il «primo della classe». Rispetto allo Sprinter questo vizio viene elevato per lo meno al quadrato. Presentato infatti ufficialmente nella nuova veste 2013 – in vendita dal prossimo luglio – il veicolo con cui la casa di Stoccarda presidia  il segmento dei furgoni grandi (con peso massimo sui 5 ton) taglia un paio di traguardi che recano la scritta «avanguardia». 
Il primo è quello dei motori, proposti per la prima volta su un van in linea con gli standard euro 6. Il secondo è quello della sicurezza, visto che tiene a battesimo almeno cinque sistemi praticamente inediti, offerti in alcuni casi pure di serie. Ma entriamo nei dettagli.

L'SCR dai consumi strepitosi
Abbiamo parlato genericamente di motori euro 6. In realtà è una vera e propria «gamma di motorizzazioni» che parte da 95 cv e arriva fino ai 190 cv. A tagliare le emissioni provvede un sistema analogo a quello testato sui camion, vale a dire il BlueTec SCR con iniezione di adblue allo scarico. E questa possibilità di pulire a valle le emissioni rende più libera la combustione e migliore l’iniezione a tutto vantaggio dei consumi. Quelli dichiarati da Mercedes-Benz sono da favola: 6,3 litri per 100 km (ciclo combinato), in pratica quanto una media utilitaria. Ma in più rispetto a un’utilitaria lo Sprinter ha degli intervalli di manutenzione che, grazie al sistema di manutenzione Assyst, possono arrivare al livello record di 60.000 km

Telaio più basso e cambi automatici a 7 rapporti
Attenzione, però. Tali performance sono merito preponderante ma non esclusivo dei motori. Un contributo lo offrono pure il nuovo sistema di gestione dell’alternatore, un abbassamento del telaio capace di ridurre la resistenza aerodinamica (ma anche di facilitare le operazioni di carico e scarico) e soprattutto la doppia offerta di cambi: il manuale a 6 marce ECO-Gear e l’automatico sequenziale a 7 rapporti 7G-Tronic Plus. E anche qui, almeno per questa fascia di mercato, siamo sotto a un traguardo. Parliamo infatti di un cambio a totale controllo elettronico, in cui la potenza del motore viene trasmessa mediante un convertitore di coppia con frizione di esclusione integrata, così da ridurre al minimo lo slittamento del convertitore. Il principale vantaggio di questo cambio è la combinazione di una grande ampiezza di rapporti con una stretta graduazione delle marce. Quindi la prima è più corta per uno spunto maggiore, mentre a velocità elevate diventa possibile far lavorare il motore a bassi regimi. 

Il metano in doppia veste
Non è finita. Perché si può avere uno Sprinter euro 6 anche affidandosi al metano, utilizzato per alimentare – in maniera esclusiva oppure in versione bivalente (benzina/metano) – un quattro cilindri da 1,8 litri di cilindrata e 157 cv con sovralimentazione e iniezione diretta.   

La sicurezza (di serie) contro il vento
Passiamo al capitolo «sicurezza». Qui le primizie sono ben cinque. Per la precisione fa il suo debutto sullo Sprinter il sistema di assistenza che mantiene la traiettoria del veicolo in presenza di forte vento laterale (Crosswind Assist). Si tratta di un sistema attivo dagli 80 km/h, che sfrutta i sensori di velocità d’imbardata e di accelerazione trasversale integrati nell’ESP, così da riconoscere le spinte determinate dal vento sul veicolo e frenare in modo mirato le ruote sul lato esposto alle folate, creando un effetto sterzante ed evitando una pericolosa deriva del veicolo

Il veicolo davanti? Sempre a distanza di sicurezza
Se questo sistema è stato pensato per risolvere problematiche specifiche dei furgoni più grandi, il sistema che mantiene la distanza di sicurezza è mutuato invece dai camion. Funziona tramite un sensore radar inserito nel paraurti anteriore, chiamato a misurare in modo continuo la distanza dal veicolo in movimento davanti al proprio mezzo e ad avvisare il conducente con una spia nel quadro strumenti se scende al 25% dello spazio di frenata necessario. Se non rileva reazioni, prima aumenta la frequenza del lampeggia, quindi lancia un segnale acustico per indurre chi guida a scartare l’ostacolo. 
A chiudere l’elenco delle innovazioni sicure c’è il sistema di controllo dell’angolo cieco (Blind Spot Assist), quello di controllo dei fari abbaglianti (Highbeam Assist) e quello di assistenza al mantenimento della corsia (Lane Keeping Assist). 
Il Crosswind Assist è di serie, gli altri sistemi sono disponibili come optional singoli o parte di pacchetti.   

Le novità fuori e dentro
Tutto qui? Non proprio. Perché lo Sprinter, seppure in maniera molto discreta, cambia pure fuori e dentro. Fuori in particolare mostra un profilo più pronunciato, un frontale caratterizzato dal cofano motore rialzato e da una diversa disposizione delle lamelle sulla griglia del radiatore che, se da una parte accrescono il flusso d’aria, finiscono per disegnare una sorta di freccia di forte impatto dinamico. 
Interessati da restyling anche i fari (sia anteriori che posteriori), i paraurti e il sottoscocca.  
Dentro invece c’è una nuova imbottitura dei sedili e nuovi rivestimenti, una corona più spessa del volante, un diverso pomello del cambio, una radio di ultima generazione che comprende non solo moderni sistemi di infotainment e telefonia Bluetooth (incluse tastiera per telefono e rubrica), ma anche sistema di navigazione Becker Map Pilot.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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