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Sette anni di sviluppo e due miliardi di investimento: ecco come sono nate le nuove gamme Renault Trucks

7 maggio 2013
Tra poco più di un mese (11 giugno) la casa francese del Gruppo Volvo alzerà il velo sulle nuove gamme completamente rivoluzionate. Già oggi però il direttore del suo Centro Design ci anticipa in che modo sono stati ridisegnati i nuovi veicoli, con quali tecniche e con quali accorgimenti
Tra poco più di un mese, esattamente l’11 giugno, Renault Trucks presenterà, a Lione, tutte le sue gamme di veicoli completamente rinnovate. Un rinnovamento radicale che ovviamente investe le motorizzazioni, adeguate agli standard Euro 6, ma stravolge radicalmente l’intero assetto del veicolo. 

SETTE ANNI DI SVILUPPO, DUE MILIARDI DI INVESTIMENTI
Insomma, siamo davanti a un’operazione industriale così corposa che ha richiesto, prima di arrivare alla fatidica data dell’11 giugno, un lunghissimo lavoro preparatorio in sviluppo, durato ben 7 anni, e un considerevole investimento. Nel complesso il gruppo Volvo ha messo sul piatto qualcosa come 2 miliardi di Euro e ha coinvolto 5.000 persone all’interno dell’azienda. 
In più, già dal 2008, sono stati realizzati i primi veicoli per collaudarli tramite 10 milioni di chilometri e 5 milioni di test sui banchi prova. Tanta strada, ma percorsa anche in modo diverso, con temperature da -40°C a +60°C, sempre sfruttando ogni possibile tecnologia informatica per calcolare ogni singolo componente in funzione dell'uso a cui verrà poi destinato nella quotidianità lavorativa. 
Ma non è tutto, perché ai test interni si sono aggiunti quelli che hanno coinvolto una cinquantina di aziende di paesi diversi che, coprendo complessivamente oltre due milioni di chilometri, hanno fornito un contributo - strada facendo - nell'affinare tanti dettagli dei veicoli.  

UN DESIGN DA «STRUMENTO»
Lo sviluppo di un veicolo – anzi, di tante gamme di veicoli – coinvolge tanti altri momenti. C’è un momento di design, uno industriale e via via tutti quelli che riguardano non soltanto la realizzazione del veicolo, ma anche la sua gestione da parte dei clienti e quindi le attività post vendita. Tutti anelli che mai come in passato sono stati integrati. 
Così, mentre a Lione si pensava a installare una linea di grosse presse per fabbricare le nuove cabine, a Blainville-sur-Orne si predisponevano una nuova linea di assemblaggio e una di rivestimento delle cabine e a Bourg-en-Bresse si metteva in piedi una linea di sviluppo da dedicare proprio ai nuovi veicoli, al Centro design di Renault Trucks si cominciava a immaginare le linee dei nuovi veicoli. 
Il direttore del Centro, Hervé Bertrand, racconta di un lavoro iniziato già molti anni fa, prima lavorando su stilemi automobilistici – presto abbandonati perché giudicati troppo effimeri in termini temporali – per poi sposare il concetto di «strumento». «Noi cercavamo un design che fosse senza tempo – spiega – e che non passasse di moda». Perché alla fin fine un veicolo industriale è uno strumento utilizzato da un trasportatore per svolgere un’attività nel migliore dei modi. Uno strumento magari semplice, ma efficiente, bello ma soprattutto di cui andare fiero. A questo punto i designer della losanga sono andati a trovare ispirazione anche nelle moto degli anni 50, quelle in cui – chiarisce Bertrand – «i telai ed i serbatoi erano visibili e studiati per adempiere ad una funzione. Si tratta di un linguaggio che è possibile trasporre al mondo del veicolo industriale». 
Ma l’efficienza di un veicolo si misura anche tramite i consumi. E qui un ruolo fondamentale lo gioca l’aerodinamica. I designer hanno preferito inclinare il parabrezza e dare al cosiddetto elemento A un angolo di 12° per favorire la penetrazione nell’aria. E anche gli spigoli sul lato della cabina o i fari profilati sono stati validati tramite i test nella galleria del vento. «Volevamo un mezzo efficiente come il Premium Strada e prestigioso come il Magnum - conclude Hervé Bertrand – e credo di poter dire che ci siamo riusciti!».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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