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Detassazione del premio di produttività per il 2012: le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

7 maggio 2013
La detassazione sui premi di produttività è al centro delle circolari delle istituzioni. Così, dopo quella del ministero del Lavoro, ora arriva anche quella dell’Agenzia delle Entrate (la 30 aprile 2013, n. 11/E) concentrata sulle questioni di carattere fiscale. Stiamo parlando di quella detassazione che scatta nei limiti di 2.500 euro annui lordi, rispetto alla retribuzione di produttività riconosciuta in virtù di accordi collettivi aziendali o territoriali e che si concretizza nell’applicare un’imposta del 10% - che sostituisce l’IRPEF e le addizionali regionali e comunali – ai lavoratori che nel 2012 abbiano percepito un reddito non superiore a 40 mila euro. Rispetto a quanto avveniva in passato l’Agenzia delle Entrate ora puntualizza i seguenti aspetti: 
- per determinare la soglia reddituale dei 40 mila euro, va considerato l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente, anche se riferiti a un’attività lavorativa svolta all’estero e anche rispetto a più rapporti, conseguiti dal lavoratore nel 2012; 
- sono da escludere nel computo dei 40 mila euro i redditi sottoposti a tassazione separata e quelli diversi da quelli da lavoro dipendente o assimilati a lavoro dipendente;
- per calcolare il limite massimo di 2.500 euro su cui applicare l’imposta del 10% vanno considerati gli importi erogati al lavoratore al lordo dell’imposta sostitutiva, ma al netto delle trattenute previdenziali obbligatorie;  
- il sostituto d’imposta dovrà riportare nel CUD, in modo separato, la parte di reddito assoggettata ad imposta sostitutiva e l’importo di questa trattenuto al dipendente; se il lavoratore rinuncia al regime sostitutivo valutandolo non conveniente, l’azienda dovrà ugualmente riportare nel CUD la parte di reddito assoggettabile all’imposta sostitutiva, mentre il lavoratore dovrà comunicare all’azienda la volontà di non godere del regime sostitutivo; 
- i datori di lavoro dovranno depositare, entro il 13 maggio, alla Direzione Territoriale del Lavoro gli accordi già sottoscritti entro il 13 aprile, mentre per quelli sottoscritti in seguito va fatto in un lasso di tempo di 30 giorni; 
- nel caso in cui si assoggettino ad imposta sostitutiva retribuzioni sprovviste delle condizioni ricordate, il datore di lavoro dovrà pagare non soltanto versare la differenza tra importo versato e quello dovuto, ma anche gli interessi relativi e una sanzione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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