LOGISTICA

Tares sui capannoni: a quanto ammonta e quando pagare

22 maggio 2013
Con l’Imu è andata male. Adesso inizia il secondo calvario, quello che conduce alla Tares sui capannoni industriali e sui magazzini. Il motivo è molto semplice: secondo i sempre ben informati della Cgia di Mestre tra il rincaro dell'Imu e l'introduzione della Tares, gli aumenti di imposta rispetto al 2012 saranno molto pesanti. In particolare «con l'introduzione della Tares l'aumento di questa tassa sui capannoni dovrebbe essere superiore, rispetto a quanto pagato l'anno scorso, del 15,5%». Se poi si guarda al 2011 il conto diventa ancora più salato, visto che, per esempio, «per un capannone da 500 mq l’aggravio (a seconda dell’aliquota applicata) varia tra i 1.409 e i 1.572 euro; per un capannone di 1.000 mq l’aumento va da 3.288 e 3.734 euro; infine, per un fabbricato da 2.000 mq l’incremento varia tra i 5.870 e i 6.583 euro».

E proprio il 20 maggio la Tares ha fatto un passo in avanti verso i contribuenti, visto che è apparso in Gazzetta Ufficiale (la n. 116) il decreto del 14 maggio 2013 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, concertato con l’Agenzia delle Entrate in cui viene approvato il modello di bollettino di conto corrente per il versamento del nuovo tributo comunale sui servizi e sui rifiuti. Vale a dire quei bollettini con cui si potrà procedere al pagamento del tributo introdotto dal decreto Salva Italia. Per la precisione per pagare la TARES relativa alle prime due rate del 2013, i Comuni devono inviare agli interessati i modelli di pagamento precompilati, già predisposti per il pagamento della TARSU o della TIA1 o della TIA2, ovvero indicare le eventuali modalità alternative di pagamento. Tutto ciò perché, almeno rispetto al 2013, i Comuni possono definire autonomamente la scadenza e il numero delle rate di versamento, pubblicandole comunque sul sito dell’ente entro e non oltre 30 giorni dalla scadenza prevista. 
I modelli cui si riferisce il decreto del 14 maggio devono essere utilizzati obbligatoriamente per versare la maggiorazione riservata allo Stato – vale a dire 0,30 euro per metro quadro –e l’ultima rata del tributo. 
Poi, dal 2014 le cose cambieranno perché la Tares sarà cadenzata in quattro rate trimestrali, da versare a gennaio, aprile, luglio e ottobre, sempre che i Comuni non decidano correttivi al riguardo. Il decreto apparso in questo giorni in Gazzetta specifica pure che il pagamento va effettuato dal 1° giorno del mese di scadenza ed entro il 16° giorno, anche se è possibile versare l’intero importo entro il 16 giugno di ogni anno
Per tutti questi pagamenti sui bollettini viene prestampato un numero di conto corrente valido indistintamente per tutti i Comuni italiani – n. 1011136627 – con l’intestazione obbligatoria «Pagamento TARES». Non è possibile versare tramite bonifico. I Comuni (o le società che gestiscono il servizio) possono includere nei bollettini prestampati inviati ai contribuenti anche i dati identificativi del contribuente e il codice catastale del Comune dove sono ubicati gli immobili soggetti al pagamento. In caso di mancato ricevimento del bollettino è sempre possibile utilizzare un bollettino conforme a quello allegato nel decreto.

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