LOGISTICA

C’è crisi, ma il porto di Rotterdam diventa sempre più grande

23 maggio 2013
C’è crisi un po’ ovunque nella vecchia Europa. Compresa quella dei porti che si affacciano sul mare del Nord, che nelle ultime stagioni hanno conosciuto i primi segnali di flessione. Ma sanno reagire e da questo metodo operativo avremmo tanto da imparare. 
Guardiamo per esempio il porto di Rotterdam. Nel 2012 aveva chiuso con il traffico container in aumento dell’1,7%, mentre nel primo trimestre del 2013 c’è stata una flessione dell’1%, perché complessivamente le merci in transito sono diventate 109,1 milioni di tonnellate rispetto alle 110,2 milioni di tonnellate nei primi tre mesi del 2012. Anche se il traffico di importazione è diminuito dell'1,9% attestandosi a 76,5 milioni di tonnellate, mentre il traffico di esportazione è cresciuto dell'1,3% a 32,6 milioni di tonnellate. 
Comunque sia, senza farsi condizionare troppo dai flussi stagionali, già qualche anno fa nel porto è stata disegnata una strategia di sviluppo da qui ai prossimi vent’anni. E una volta messa sulla carta questa strategia si è iniziato anche a reperire i fondi per attuarla. E sono stati trovati anche a Bruxelles, ottenendo un finanziamento di 5 milioni per costruire il più grande terminal intermodale in Europa, quello in cui è più allargata la possibilità di transitare da una modalità di trasporto all’altra. 
Contemporaneamente, sempre sulla base di un disegno certo di lungo periodo, hanno iniziato a muoversi anche i privati. Si è costituito il consorzio Puma tra due società, Boskalis e Van Oord, che in questi giorni hanno terminato il primo lotto delle nuove aree di Maasvlakte2, già messe a disposizione dell’Autorità portuale di Rotterdam. Tutto nei tempi prefissati. E si tratta di una struttura di 700 ettari di aree industriali, con 11 km di diga foranea, 3,5 km di banchine, 24 di strade, 14 di ferrovie. Insomma, un ampliamento del porto, che infatti adesso comincerà a lavorare per collegare al meglio questo nuovo insediamento con le altre strutture, con un’opera di raccordo finalizzata a rendere l’insieme un’unica grandissima realtà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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