UFFICIO TRAFFICO

Sardegna: caro-traghetti fino al 50%

27 maggio 2013
Argomento antico ma sempre di moda: il prezzo dei traghetti per la Sardegna sta registrando aumenti importanti, con conseguenze nefaste per il trasporto merci. A denunciarlo sono in tanti, al Nord come al Sud dell’isola, a sinistra come a destra. Da una parte, infatti, è il segretario generale della Filt Cgil, Arnaldo Boeddu, a registrare un secondo pesante rincaro per il costo di imbarco di semirimorchi e motrici nei porti del Nord dell’Isola, misura che, secondo il sindacalista, «creerà fortissimi problemi in tutta la filiera del trasporto, compreso quindi il settore marittimo–portuale». 
Quanto sarà pesante? Mediamente il maggior costo dovrebbe aggirarsi intorno ai 2,50 euro per metro lineare, ma a questa cifra va aggiunta appunta l’altra – sostanzialmente analoga – determinata dagli aumenti dello scorso ottobre determinati dal rincaro dei diritti di transito per il traffico marittimo nella tratta Porto Torres Genova. 
 La giustificazione dell’aumento addotta dalle compagnie è essenzialmente l’incremento delle tasse portuali, ma anche qui il sindacalista controbatte specificando che non risultano su tutta la Sardegna delle Autorità portuali che hanno aumentato tale voce. 

Ma, come si diceva, le voci di denuncia si levano in maniera trasversale. Anche il senatore pidiellino Salvatore Cicu, infatti, segnala l’esistenza di incrementi trasversali di tutte le compagnie attestabile mediamente intorno al 10%, ma ci sono casi dove, addirittura, le tariffe hanno subito singoli rincari del 50%. «L’ incidenza di questi aumenti sul costo finale del trasporto (e quindi sul valore delle merci) è spropositata – dice Cicu – e schiaccia in modo definitivo quella continuità territoriale che dovrebbe essere garantita alla Sardegna». 
L’auspicio del senatore è di riscrivere una più adeguata Convenzione fra le compagnie marittime e il ministero dei Trasporti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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