LEGGI E POLITICA

Il sottosegretario Girlanda: «Il governo è contrario a qualsiasi modifica del cabotaggio»

28 maggio 2013
È recente la decisione del commissario ai Trasporti, Siim Kallas, di sospendere il processo di liberalizzazione del cabotaggio a data da definire e anche il governo italiano si allinea a questa posizione e se possibile la rende ancora più intransigente. È stato per la precisione il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rocco Girlanda, intervenendo proprio in nome del governo italiano lo scorso 23 maggio, a Lipsia, in Germania, al Forum Internazionale del Trasporto, a esprimere piena contrarietà alla modifica sia «della quota multilaterale Cemt per l’autotrasporto di merci internazionale sia della regola dei cosiddetti tre viaggi, prevista dalla Guida Itf/Cemt 2009». 
La regola in questione è in pratica quella che governa il cabotaggio e prevede per la precisione che il vettore possa effettuare soltanto tre viaggi a carico che non coinvolgono il proprio Paese di immatricolazione. Inoltre, dopo aver effettuato i tre viaggi, il veicolo vuoto o carico deve rientrare, o almeno transitare, nel proprio Paese di immatricolazione e tale transito deve essere indicato sul «Libretto di viaggio» scrivendo la lettera maiuscola «T» nella colonna «Osservazione particolari», con data e luogo di ingresso nel territorio del Paese di immatricolazione del veicolo. Ebbene tali regole sul cabotaggio vengono giudicate «imprescindibili per la garanzia degli equilibri di mercato, sia dal punto di vista della correttezza della concorrenza, che da quello della sicurezza della circolazione stradale e della tutela dell'ambiente». 
In pratica, secondo il sottosegretario, è impossibile arrivare a «ulteriori aperture del mercato del trasporto internazionale di merci su strada, in assenza di uniformità di regole e condizioni fra i diversi soggetti coinvolti», visto che una tale misura «implicherebbe fortissime ricadute sul settore e sull’economia nazionale». 
Inoltre, Girlanda ha anche espresso una posizione contraria - condivisa anche dagli altri Paesi più direttamente coinvolti, come Austria, Grecia e Ungheria - alla proposta di istituire un gruppo di lavoro speciale, come proposto in uno dei punti all’ordine del giorno del Forum, i cui contenuti «devono essere discussi, a nostro avviso, nell’ambito del gruppo ordinario dei trasporti stradali».

Il Forum di Lipsia è un evento annuale al quale partecipano, fin dalla prima edizione del 2006, i ministri dei Trasporti dei Paesi dell’Unione europea e rappresentanti dei maggiori Paesi extra Ue, come Turchia, Russia, Cina, Usa, Giappone, Australia ecc.
L’incontro rappresenta uno dei più importanti momenti di confronto tra i Paesi europei per definire le regole del trasporto su gomma. Il tema di quest’anno, in particolare, era focalizzato sulle modalità di finanziamento delle infrastrutture e dei trasporti, con particolare attenzione alla questione dei permessi per l'autotrasporto internazionale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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