FINANZA E MERCATO

Brezza di ripresa: ad aprile in Italia +2,7% i veicoli >16ton; nella UE +3,6% l’intero mercato dei commerciali

29 maggio 2013
Il mercato italiano dei veicoli pesanti ad aprile torna quasi miracolosamente a crescere. Non tanto, ma si è mosso, dopo tempo immemore, con un segno positivo. Lo si evince dai dati Acea riferiti al mese di aprile, quando le immatricolazioni di nuovi veicoli da trasporto – sia commerciali sia industriali - sono aumentate in tutta Europa del 3,6%, toccando quota 143.255 unità, con un andamento praticamente bicefalo e con l’Italia che procede controcorrente. In che senso? 
Nel senso che praticamente tutta la UE cresce in maniera più o meno decisa nei veicoli commerciali leggeri (fino a 3,5 ton), settore dove invece l’Italia continua a collassare, mentre al contrario nel segmento dei veicoli sopra le 16 ton in Europa arretrano un po’ tutti i mercati, mentre l’Italia, seppure di poco, torna a crescere. Ma vediamo i dati in dettaglio.

I dati complessivi
I dati cumulati – commerciali + industriali – dicono innanzi tutto che, malgrado la crescita del 3,6%, il mercato è posizionato 100.000 unità in meno rispetto all’aprile del 2008. Scorrendo invece l’elenco dei mercati che più hanno contribuito alla crescita si incontra il Regno Unito con un roboante +29,5%, la Spagna con un +7,0% e la Germania con un +3,7%. Continua a perdere, invece, la Francia (-3,8%), mentre l’Italia tracolla di un -20,2%.
Se si allarga lo sguardo ai primi quattro mesi del 2013 si scopre che a far segnare un dato positivo è soltanto il Regno Unito (+11,3%), mentre tutti gli altri – chi più, chi meno – segnano il passo: Francia (-9,0%), Germania (-11,2%), Spagna (-12,9%), Italia (-23,9%). Nel complesso, in Europa sono stati immatricolati 545.049 nuovi veicoli, pari al 7,6% in meno rispetto ai primi quattro mesi del 2012.

Il mercato dei commerciali fino alle 3,5 ton
Guardando invece ai singoli segmenti si scopre innanzi tutto che il settore dei veicoli commerciali leggeri (fino a 3,5 ton) registra in Europa ad aprile una crescita del 5,8%, pari a 116.657 unità. E la crescita è un po’ generalizzata: Regno Unito +43,0%, Spagna +11,5%, Germania +6,6%. Segnano il passo la Francia (-4,0%) e ancora più gravemente l’Italia (-22,2%). 
La cosa interessante è che in realtà i dati da inizio anno vedono soltanto il Regno Unito con un dato positivo (+17,6%), mentre tutti gli altri diminuiscono. La Francia del 8,8%, la Germania del 9,9%, la Spagna del 12,0% e l’Italia del 25,0%. Complessivamente la flessione è del 6,3%. E questo rende ancora più importante su scala europea il dato di aprile, perché segna un’inversione di rotta per molti paesi che nei primi tre mesi dell’anno aveva zoppicato e adesso tornano a camminare. 

Il mercato dei commerciali tra le 3,5 e le 16 ton
La musica già cambia se si sale al segmento oltre le 3,5 ton (ma sotto le 16 ton) dove la domanda scende del 5,2%, con 24.066 unità. Anche perché scendono tutti (-3,4% la Germania, -3,9% i Paesi Bassi, -4,5% la Francia, -12,9% il Regno Unito, -16,1% la Spagna), Italia compresa, seppure qui il dato (-4,4%) è meno pesante di quello dei van
Pesantissimo il bilancio da gennaio ad aprile con un -13,8%, dovuto a un calo a doppia cifra di tutti i principali mercati: del 12,9% in Francia, 14,6% in Germania, 15,4% nel Regno Unito, 17,7% in Italia, 19,4% in Spagna e il 20,2% nei Paesi Bassi.   

Il mercato dei veicoli oltre le 16 ton
Qualcosa di ancora diverso accade nel mercato dei camion veri e propri (sopra le 16 ton). Perché ad aprile in Europa questo mercato cede il 5,8% con 18.252 unità immatricolare. E tra i principali mercati l’unico a far segnare un segno «+» è proprio l’Italia con un timido +2,7% ma psicologicamente molto rilevante, mentre Germania (-2,0%), Paesi Bassi (-3,3%), Francia (-4,8%), Spagna (-17,5%) e Regno Unito (-17,9%) vanno tutti a scendere. E comunque scorrendo i dati dei primi quattro mesi subito l’entusiasmo frena, perché lì i segni «-» colpisce tutti i mercati: Francia (-13,6%), Italia (-13,7%), Regno Unito (-14,00%), Germania (-14,4%), Paesi Bassi (-18,1%), Spagna (-19,7%). Nel complesso il mercato europeo si è contratto del 13,8%. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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