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Metano in autostrada: ecco come si allargherà la rete di distribuzione

5 giugno 2013
Si dice sempre: il metano ti dà una mano. Ed è vero. Almeno rispetto al costo del carburante e alle emissioni prodotte. Purtroppo, però, quella stessa mano si ritrae quando arriva l’ora di effettuare il rifornimento, peraltro anche abbastanza frequente (con un pieno, un veicolo commerciale supera appena i 300 km). Ma ecco che finalmente qualcosa si muove. Le regioni Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia e Piemonte, infatti, hanno siglato un accordo con Aiscat, le compagnie petrolifere e Legambiente per sviluppare la rete di distribuzione del metano in autostrada. Certo, per certi versi parliamo delle regioni che già attualmente dispongono delle reti più diffuse, ma l’infrastruttura autostradale rimane pur sempre un tallone d’Achille. Prova ne sia che in Emilia-Romagna oggi il metano è disponibile solo in 9 dei 36 distributori presenti in autostrada e nessuno sull’A1 Bologna-Firenze, dove l’accordo prevede distributori di metano nelle due stazioni di servizio Cantagallo est e ovest. Mentre in Liguria ai 35 impianti di erogazione, si aggiungeranno i nuovi impianti nelle aree di servizio Magra Ovest e Magra Est sull'A12 Sestri Levante-Livorno e in quelle di Ceriale Nord e Ceriale Sud, sull'A10 Genova Ventimiglia. In questi ultimi due impianti, per ragioni tecniche, sarà possibile esclusivamente la distribuzione di metano liquido. 
L'apertura di nuovi punti di rifornimento non avverrà attraverso l'erogazione di contributi economici, bensì sulla base di un libero accordo tra le compagnie petrolifere e le società concessionarie delle autostrade, con un meccanismo che privilegi in fase di affidamento le compagnie che si impegneranno a potenziare con il prodotto metano le stazioni di servizio ad esse affidate.
Ma vediamo quale parte giocheranno nell’accordo le singole realtà coinvolte. 
Legambiente, a fine 2011, aveva curato e presentato alla stessa Conferenza delle Regioni uno studio sulla diffusione del metano in autostrada che individua le distanze fra le aree di servizio, la rete del metanodotto, nonché la pressione nei relativi tubi di allacciamento. 
Le Regioni si impegnano, senza oneri a carico del bilancio regionale, «a favorire una agevole e celere soluzione delle eventuali problematiche che emergessero nell'iter di approvazione e nella realizzazione degli impianti per l'erogazione del metano». 
Le società titolari di concessione petrolifera si impegnano «a potenziare le aree di servizio con il prodotto metano mentre le società concessionarie autostradali dovranno prevedere, nell'ambito delle future procedure di affidamento delle aree di servizio, l'installazione di apparecchiature di erogazione del metano». 
Aiscat promuoverà, presso i propri associati, interventi per lo sviluppo della rete di distribuzione del metano e darà supporto, sotto il profilo della disciplina normativa e amministrativa, alle imprese associate nelle realizzazione dei necessari investimenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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