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Autorizzazione Unica Ambientale: ecco come dal 13 giugno viene semplificata

6 giugno 2013
Semplificazione è la pretesa che tutti agognano verso la burocrazia. Un piccolo passo in avanti in tal senso è stato fatto con l’autorizzazione unica ambientale per le PMI, che il DPR 13 marzo 2013, n. 59, apparso sulla Gazzetta Ufficiale n. 124 del 29 maggio – e quindi in vigore dal prossimo 13 giugno – consente di richiedere allo Sportello Unico Attività Produttive tramite un solo visto ambientale. Insomma, una sola richiesta invece che il lungo elenco di titoli abilitativi che fino a ieri era necessario ottenere da enti diverse. 
L’elenco per la precisione comprende: scarichi idrici, comunicazione preventiva per l'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, emissioni in atmosfera, autorizzazione generale ex articolo 272 DLGS 152/2006, spandimento fanghi in agricoltura, iscrizione ai registri provinciali per il recupero agevolato di rifiuti pericolosi e non pericolosi. 
E peraltro non si tratta di un elenco definitivo perché le Regioni possono allungarlo con altre autorizzazioni. 
In termini procedurali, una volta presentata l’istanza da parte delle imprese, lo Sportello Unico la invia telematicamente alla la Provincia o alla diversa autorità che la normativa regionale riconosce competente per il rilascio, rinnovo e aggiornamento dell'autorizzazione unica ambientale. Rilascio che deve avvenire entro 90 giorni dalla richiesta se il termine della singola autorizzazione non superava appunto tale lasso temporale. Nel caso in cui, diversamente, l’Autorizzazione Unica si riferisce a titoli abilitativi con previsioni di rilascio in tempi più lunghi, a quel punto lo Sportello Unico convoca la conferenza di servizi che dovrà fornire risposta alla domanda in 120 giorni, che possono arrivare a 150 se, a seguita dell’istanza, l’amministrazione faccia richiesta di documenti integrativi. 
 La nuova autorizzazione dura 15 anni e se ne può fare richiesta quando almeno due dei titoli abilitativi compresi nell’elenco e attualmente in disponibilità dell’impresa raggiungano la loro scadenza
Il rinnovo, invece, va presentato sei mesi prima della scadenza e si ottiene in maniera molto rapida, visto che presentata la relativa istanza all’amministrazione competente tramite Sportello Unico contenente l’autocertificazione (la dichiarazione sostitutiva ex art. 47 del DPR 28 dicembre 2000, n. 445) che tutte le condizioni di esercizio sono le medesime. 
Qualche complicazione è possibile nel caso di impianti produttivi di scarichi pericolosi o emissioni nocive o quando intervengano modifiche nel processo produttivo perché a quel punto si chiama nuovamente in ballo la Conferenza di servizi. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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