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Pitruzzella: «senza Authority dei trasporti scricchiola la concorrenza. E sui carburanti non c'è cartello»

6 giugno 2013
Il trasporto ferroviario può migliorare il proprio livello di competitività, anche rispetto ai servizi alle merci, laddove venisse insediata l’Autorità di regolazione dei trasporti. È questo in sintesi quanto ha auspicato il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), Giovanni Pitruzzella, nel corso di un’audizione presso la Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati. 
In realtà, Pitruzzella ha ricordato che già nello scorso ottobre, in riferimento ai servizi di trasporto di trasporto di persone e merci, ferroviario e su gomma, l’AGCM aveva segnalato, in sede di predisposizione del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2013, quanto fosse importante istituire l’Autorità dei trasporti e che, se a distanza di un più di un anno, la cosa non è stata fatta, «pesa soprattutto sul settore ferroviario, dove al medesimo soggetto è riconducibile la rete e la gestione del servizio. Solo l'effettiva operatività di un’autorità indipendente potrà garantire l’accesso alla rete a condizioni trasparenti, eque e non discriminatorie e, dunque, un più corretto confronto concorrenziale nei servizi di trasporto passeggeri e merci».

Pitruzzella, peraltro inserito di recente nell’elenco dei 35 saggi chiamati dal governo per definire le riforme istituzionali, ha anche sottolineato come ci sia scarsa chiarezza normativa in ordine alla disciplina da applicare in caso di affidamento del servizio di trasporto ferroviario. «La normativa nazionale – ha auspicato – dovrebbe prevedere che l'ente locale disponga di autonomia nello scegliere le diverse modalità di gestione del servizio. Segnatamente: lo svolgimento del servizio in regime di libera iniziativa economica; l'affidamento in esclusiva con gara; l'affidamento ad una società mista, il cui socio privato è scelto con gara - con contestuale obbligo di richiedere un parere preventivo all'Autorità di regolazione dei trasporti nel caso in cui l'ente non intenda fare ricorso al mercato e, dunque, alla libera concorrenza per la gestione del servizio. Nella richiesta di parere l'ente dovrà indicare le specifiche condizioni di efficienza che rendono la gestione in “deroga” alla concorrenza non svantaggiosa per i cittadini, rispetto alla modalità in concorrenza».   

L’ultimo aspetto affrontare da Pitruzzella riguarda l’auspicata introduzione di «prelievi compensativi ai soggetti nuovi entranti - sotto forma di diritti di esercizio, o royalty, a beneficio dell'ente pubblico sussidiante - nei casi di comprovata alterazione dell'equilibrio economico dei contratti di servizio oggetto di compensazioni pubbliche. Ciò al fine di facilitare l'apertura dei mercati senza, al contempo, compromettere l'equilibrio economico di un contratto di servizio». 

Pitruzzella ha fatto anche un riferimento all’inchiesta condotta dall’AGCM a partire dalla fine dello scorso anno sui prezzi dei carburanti fissati dalle compagnie petrolifere. Ebbene, il presidente ha fatto presente che l’inchiesta non ha appurato nulla, che cartelli non sono stati trovati o che le compagnie «sono bravissime a nascondere». 
E anche questa è saggezza…

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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