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Da 82 a 70 ore: così Obama vuol tagliare la settimana lavorativa degli autisti. Ma molti sindacati protestano

8 luglio 2013

I trasportatori degli Stati Uniti sono in scontro aperto con l’amministrazione Obama. Il motivo del contendere è il sonno o, per meglio dire, la settimana lavorativa, che una corposa riforma del settore intende sforbiciare perché reputa che i camionisti guidino troppo e che la stanchezza e il sonno siano spesso all’origine degli incidenti. Per la precisione la proposta del governo degli USA è di ridurre la settimana di ben 12 ore. Attenzione però: si parte da ben 82 per arrivare a 70 (e quindi si rimane sempre molto al di sopra delle 56 europee).  E per chi sgarra sono previsti sanzioni pesanti: si parte da 2.750 euro, ma si può arrivare anche a 11.000 dollari se le infrazioni sono recidive all’interno dello stesso gruppo.
Secondo l’amministrazione questo tipo di riforma produrrebbe soltanto conseguenze positive, in quanto i minori introiti per le casse dei trasportatori sarebbero nel complesso circa 500 milioni all’anno (neanche lo 0,5% del fatturato annuo del settore), anche perché a percorrere lunghe tratte sarebbero soltanto 1,5 milioni di camionisti e di essi – secondo il governo – soltanto un 15% sarebbe toccato dalla riforma. Ma soprattutto secondo i calcoli governativi si eviterebbero 1.400 incidenti, e in particolare quel 13% circa di sinistri dovuti a colpi di sonno dell’autista, con un risparmio di 811 milioni in cure mediche.
Ma per l'American Trucking Associations (ATA), l'associazione a cui sono iscritti società quali FedEx e Ups, questi conti fanno acqua, perché in realtà la perdita netta sarebbe di circa 1,4 miliardi di dollari. E anche il conto sui tagli degli incidenti viene giudicato approssimativo e poco argomentato.
A suscitare sorpresa, invece, è il fatto che The Teamsters, lo storico sindacato creato da Jimmy Hoffa, è favorevole alla riforma e anzi, l’associazione che raggruppa circa 600.000 trasportatori avrebbe preferito ancora maggiore severità, sia per ragioni di sicurezza sia perché si dice convinta che un drastico taglio di un orario di lavoro troppo lungo avrebbe avuto ricadute positive in termini occupazionali.
Chi la spunterà alla fine?

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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