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Mercedes Actros 1845 in test: alla ricerca della redditività perduta

12 luglio 2013

Per quadrare i conti a volte ci vuole concretezza. Qualità che gronda dall’Actros 1845, che coniuga una cabina «poco mega» (da 2,3 m di larghezza invece di 2,5 m) ma ugualmente comoda e funzionale. E la ridotta dimensione sembra giovare anche all’aerodinamica e quindi ai consumi. Sulla Milano-Genova via Turchino tiene una media di 3,5 km/l, con punte da 4,2. La versione integrale della prova, comprensiva di tutti i dati di consumo, la trovate sul numero di Luglio di Uomini e Trasporti

Non chiamatelo «piccolo». È vero che la cabina StreamSpace da 2,3 m è più stretta della MegaSpace da 2,5 m, ma è anche vero che, se i due veicoli non sono uno di fianco all’altro, trovare la differenza è davvero difficile. A bordo, poi, il comfort percepito è il medesimo e anche la zona notte ne risente solo in minima parte. In compenso in fase di acquisto il risparmio rispetto all’ammiraglia è significativo, anche grazie al motore nella taratura minima, la preferita dalle grandi flotte europee che però – va detto – non devono affrontare quotidianamente Alpi e Appennini, senza dimenticare che viaggiano al limite delle 40 t, mentre in Italia si viaggia a 44 t se non più. Quindi, con un ragionamento più attento sulla potenza del motore (che è comunque sempre il sei cilindri da12,8 litrianche per le potenze maggiori), il 1845 oggetto del nostro test può essere una risposta razionale e neppure di ripiego, anche perché il look del nuovo Actros è bello e imponente pure in questa versione.

IL TEST
La partenza è da Vittuone, alle porte di Milano, vicino al casello di Arluno sulla Milano-Torino. Opto quindi per il Turchino, alternativa alla Cisa per i nostri test. Il meteo è perfetto, sole e temperatura mite, così come il traffico scorrevole su tutto il percorso.
Alla guida mi alterno con un driver della casa costruttrice che conosce a perfezione il veicolo, così da confrontare un piede molto esperto con uno meno.

IN PIANURA
I saliscendi marcati dell’Autostrada dei Trafori sembrano il percorso ideale per mettere alla prova il PPC (Predictive Cruise Control) interfacciato con il GPS e quindi mi limito a tarare la velocità a 85 km/he dare il range entro cui deve operare a +4 e-4 km/h. Al ritorno il driver Mercedes farà esattamente lo stesso con risultati molto simili in termini di velocità media e consumi, a conferma che con questo sistema anche un autista con relativa esperienza può mettere a segno eccellenti performance se si «lascia guidare» dalla strumentazioni di bordo.
L’Actros si conferma molto confortevole con uno sterzo preciso e un perfetto controllo della navigazione grazie alla facile lettura del monitor centrale ricco di informazioni. In altre parole, il PPC fa quello che vuole, ma ti tiene informato! A 85 km/hil motore ruota a meno di 1200 giri/min con eccellenti riscontri fonometrici e il PPC fa il suo dovere innestando l’Ecoroll (che stacca la catena cinematica facendoci viaggiare praticamente in folle grazie all’abbrivio) sensibilmente prima degli scollina menti, senza pregiudicare la velocità media (come si può notare soprattutto nel tratto di ritorno solo autostradale), ma con eccellenti ricadute sui consumi che si confermano di livello assoluto.

SUL TURCHINO
Anche nel tratto appenninico il PPC si fa apprezzare nei saliscendi e nel gestire le discese senza correre troppi rischi, ma sfruttando al meglio l’Ecoroll. Semmai c’è da avere l’accortezza di ridurre la velocità impostata (io variavo da 70 a 75 km/h), così da avere buoni margini di sicurezza sulle curve, pur viaggiando in quel totale automatismo che provvede a scalare le marce e a far intervenire il retarder quando necessario. Si guida rilassati, in totale sicurezza e con eccellenti performance di consumi ma anche di velocità. Nel tratti in salita più duri i 450 cv dell’Actros mostrano un po’ di «fiato corto» e nel tratto peggiore (il nostro Gran premio della montagna) si deve ricorrere alla 9° marcia e i 53 kmsono tenuti a un regime di giri (1400 g/min) al limite della zona verde. I consumi restano invece su buoni livelli, soprattutto nel tratto di andata, forse un po’ meno «violento» in quanto a pendenze di quello di ritorno. Nel complesso raggiungono i 3,5 km/l, compresa pure la dura montagna: niente male!
Un’ultima annotazione per l’adblue che abbiamo rabboccato all’arrivo dopo 344 km: sono bastati 2,5 litri. Ciò conferma che il consumo è persino inferiore al 3% di quello del gasolio dichiarato dalla casa e quindi ancora abbastanza poco significativo come ricaduta economica.

 


VELOCITA’ E CONSUMI: IL TEST IN CIFRE


VEICOLO: Mercedes-Benz Actros 1845 LS 4x2

TRATTA                     KM      MEDIA km/h    l/100km     km/l 
Vittuone-a.s.Bormida 118     79                 23,6           4,2

Bormida-Genova Voltri 56     74                 33,2           3,0

Genova Voltri-Bormida 56     74                 35,1           2,8

Bormida-Vittuone        114    84                 22,7          4,4

TOTALE                      344    77,7              28,6          3,5

 


CONSUMO ADBLUE

per 344 km            2,5 litri

 


GRAN PREMIO DELLA MONTAGNA

PASSO DEL TURCHINO
9ª marcia

53 km/h

1400 giri/min

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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