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Il governo semplifica il Sistri: parte il 1° ottobre solo per i rifiuti pericolosi. Ma i dubbi restano

28 agosto 2013

Torna il Sistri. Lo annuncia ufficialmente un comunicato del Consiglio dei ministri del 26 agosto che, in un pacchetto di altre manovre riguardanti la pubblica amministrazione, ha incluso anche la partenza «semplificata» del Sistri. Il testo di legge, al momento attuale, non è stato ancora pubblicato e quindi bisogna affidarsi alle note e ai commenti del governo nel suo complesso e del ministero dell’Ambiente in particolare, che peraltro riferiscono particolari non sempre collimanti.

CHI PARTE IL 1° OTTOBRE
Ciò che è certo, comunque, è che il dal 1° ottobre 2013 il Sistri entrerà in vigore in modo light, vale a dire esclusivamente per i «gestori di rifiuti pericolosi». E questa espressione, usata dal ministero dell’Ambiente, dovrebbe includere anche i trasportatori.

I CONTENUTI DELLA SEMPLIFICAZIONE
La semplificazione in sostanza risiede in due fattori: innanzi tutto che la tracciabilità al momento non si applica ai produttori di rifiuti, ma come detto soltanto ai gestori; inoltre, mentre prima il terreno di applicazione del Sistri comprendeva anche i rifiuti speciali, adesso questa categoria viene esclusa concentrandosi esclusivamente sui rifiuti pericolosi. Non a caso, se in precedenza le imprese in qualche modo interessate dal sistema erano 70.000, adesso diventano 17.000.

CHI PARTE IL 3 MARZO 2014
In ogni caso è soltanto un primo step, perché in un secondo step, che dovrebbe partire dal 3 marzo 2014, finirà per includere anche i produttori di rifiuti. Diciamo «dovrebbe» perché il ministro Andrea Orlando ha già chiarito che, prima del 3 marzo, si cercherà di ottenere ulteriori semplificazioni e che se questo obiettivo non dovesse essere raggiunto è già prevista una proroga di sei mesi.

IL CASO CAMPANIA
Esiste una sola eccezione: i trasporti di rifiuti urbani della Campania, per i quali si applicherà obbligatoriamente il Sistri, anche se soltanto a partire dal 3 marzo 2014, per contrastare lo smaltimento illegale. Si tratta in assoluto della prima iniziativa di tracciabilità dei rifiuti urbani a livello nazionale.

QUALE SISTEMA PER I RIFIUTI NON PERICOLOSI
Per gli enti e le imprese intermediarie di rifiuti non pericolosi (quindi anche i trasportatori) si mantiene per ora il sistema dei registri cartacei, rimettendo a un decreto ministeriale, da adottarsi entro il 3 marzo 2014, l’individuazione di ulteriori categorie tenute ad aderire.

LA DIMINUZIONE DEI COSTI
Rispetto ai costi, vista la semplificazione di fondo, si prevede una riduzione degli oneri del sistema a beneficio della società concessionaria e quindi anche un abbassamento dei contributi da parte delle imprese.

SI CHIUDE UN OCCHIO PER LE VIOLAZIONI FORMALI
Rispetto alla sanzioni, invece, è prevista una moratoria dell’applicazione delle sanzioni per violazioni meramente formali.

I DUBBI DI ANITA
L’approccio semplificato portato avanti dal governo ha incontro qualche favore, ma anche alcune critiche all’interno delle associazioni dell’autotrasporto. è stata in particolare Anita, per bocca del suo segretario nazionale Giuseppina Della Pepa, a esprimere perplessità sulla mancata trasformazione del sistema, «definito inefficiente e inapplicabile proprio in sede ministeriale». Della Pepa ricorda in particolare che, insieme al ministero, era stato accertato il malfunzionamento delle black box e del sistema informatico ad esse connesso e quindi si spera che almeno questi aspetti siano stati innovati.
Ma il segretario di Anita solleva qualche dubbio anche rispetto alla predicata semplificazione: «Dobbiamo anche capire – spiega – se riguarda esclusivamente la rosa dei soggetti coinvolti o se si tratta di una reale semplificazione degli adempimenti e delle procedure burocratiche, così come dobbiamo attentamente valutare l’impianto sanzionatorio e l’impatto conseguente che avrà sulle imprese che detengono flotte consistenti di veicoli adibiti al trasporto dei rifiuti».
Insomma, i dubbi sono tanti e per chiarirli bisognerà attendere la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale. Vi terremo informati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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